“Tutti i sogni seguono la bocca dell’interprete”. L’insegnamento del Talmud

di David Gerbi - 15 Febbraio 2026 alle 07:39

Il sogno accompagna l’essere umano fin dalle origini come un linguaggio simbolico, capace di mettere in relazione visibile e invisibile, coscienza e profondità interiori. Nella tradizione ebraica si afferma che “un sogno non interpretato è come una lettera non letta”: un messaggio prezioso che attende di essere aperto, ascoltato, compreso. Anche Carl Gustav Jung riconosce che dentro ciascuno di noi esiste “qualcun altro” che parla attraverso le immagini oniriche. Entrare in contatto con questo linguaggio significa avvicinarsi alle radici più autentiche della nostra identità.

Il lavoro sui sogni, oggi al centro di seminari e percorsi formativi dedicati, unisce dimensione teorica ed esperienziale. Non si tratta soltanto di interpretare, ma di vivere il sogno: narrarlo, rappresentarlo, esplorarlo attraverso il corpo, l’immaginazione e il gruppo. In questo spazio condiviso si crea una vera e propria comunità del sogno, dove il racconto individuale si amplia e diventa patrimonio collettivo, generando risonanze e nuove comprensioni.

La tradizione biblica offre un archetipo potente in Giuseppe, interprete dei sogni per eccellenza. La sua vicenda mostra come il linguaggio onirico possa orientare non solo il destino personale ma anche quello storico, diventando strumento di salvezza e riconciliazione.

Nella mia esperienza clinica e formativa, il sogno non è stato solo oggetto di studio, ma via di guarigione. È grazie ai miei sogni che sono guarito da ferite profonde e che ho intrapreso questo cammino: essi mi hanno offerto nuove visioni e nuove soluzioni.

Il Talmud racconta che a Gerusalemme esistevano ventiquattro interpreti di sogni. Si narra che una persona, dopo aver fatto un sogno, si rivolse a ciascuno di loro ricevendo ventiquattro interpretazioni differenti – e tutte, in modi diversi, si realizzarono. Da qui l’inseinsegnamento: “Tutti i sogni seguono la bocca dell’interprete”.

Questa preziosa citazione ha orientato profondamente il mio metodo di lavoro negli ultimi vent’anni, favorendo nei gruppi il costituirsi di una vera e propria tribù composta da sognatori, interpreti, spettatori e attori. Il sogno non viene mai ricordato completamente: ciò che raccontiamo è già una prima interpretazione. Per questo, il lavoro collettivo permette di osservare il sogno come un diamante dalle molte sfaccettature, aprendo a una pluralità di significati.

Lo scambio unico che avviene nell’ora analitica o nel lavoro di gruppo tra sognatore, analista e partecipanti può sciogliere conflitti legati al passato, curare ferite che si ripetono nel presente e generare nuovi progetti per il futuro. Come ricorda Carl Gustav Jung: “L’inconscio non è un mostro demoniaco, ma un’entità naturale che, per quanto riguarda il senso morale, il gusto estetico e il giudizio intellettuale, è completamente neutrale. Diventa pericoloso solo quando il nostro atteggiamento cosciente è completamente sbagliato. Nella misura in cui lo reprimiamo, il suo pericolo aumenta”.

Come è scritto nel Genesis Rabbah: “I sogni sono i frutti acerbi della profezia”. Nel sogno si manifesta infatti una connessione profonda tra dimensione individuale e collettiva, tra coscienza e inconscio, tra luce e ombra. È nell’unione di questi opposti — direbbe Jung — che emerge il potere trasformativo del sogno.

In un tempo segnato da fratture identitarie e tensioni culturali, il sogno torna a essere uno spazio di integrazione. Le immagini oniriche parlano un linguaggio che precede le ideologie e attraversa le differenze. Lavorare sui sogni significa allora sviluppare consapevolezza, creatività e capacità di ascolto – di sé e dell’altro.

Leggere i sogni, in fondo, significa leggere sé stessi. E da questa lettura profonda può nascere non solo una trasformazione personale, ma anche un contributo a una cultura della connessione e della pace, di cui oggi abbiamo particolare bisogno. Questo approccio è al centro di percorsi seminariali contemporanei dedicati al lavoro sui sogni, articolati tra dimensione biblica, psicoanalitica ed esperienziale.

Per approfondimenti sui seminari dedicati al lavoro sui sogni (febbraio 2026 – giugno 2026):

https://www.sic12.org/so/87PnDGzky?languageTag=en

Corso “UN SOGNO NON INTERPRETATO È COME UNA LETTERA NON LETTA” (TALMUD) 2025-2026

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