“Dammi due minuti sull’ebraismo”, il podcast di Ruben Della Rocca: la cultura abbatte i pregiudizi

di Redazione - 15 Marzo 2026 alle 12:43

Dammi due minuti sull’ebraismo è il podcast curato da Ruben Della Rocca che nasce con l’obiettivo di raccontare l’ebraismo con parole semplici, attraverso brevi episodi dedicati ogni volta a una parola chiave. Un modo diretto e accessibile per avvicinare un pubblico ampio alla cultura, alla storia e alle tradizioni ebraiche, contrastando stereotipi e disinformazione. “L’idea di un podcast per spiegare con parole semplici e concetti base l’ebraismo e le cose ebraiche a un vasto pubblico è nata da un caffè con il collega de Linkiesta Massimiliano Coccia, alla fine dello scorso anno. Parlando e confrontandoci sentivamo entrambi l’esigenza di sconfiggere quei luoghi comuni e la disinformazione che hanno contribuito in maniera importante alla recrudescenza di fenomeni di odio antiebraico molto pericolosi”, spiega Della Rocca. Una deriva che ancora stiamo vivendo, al punto tale che il Parlamento italiano ha deciso di promulgare un nuovo decreto legge sull’antisemitismo che combatta questo triste fenomeno.

“Nella mia attività ormai pluriennale a Radio Radicale, nel programma A proposito di SHALOM, mi ero già prefissato — nei 30 minuti di trasmissione in onda ogni venerdì sera nel palinsesto dell’emittente — l’obiettivo di far conoscere Israele e le cose ebraiche sotto una luce corretta e diversa rispetto a quello che il mainstream propone ormai quotidianamente in molte testate e talk show televisivi e radiofonici”, aggiunge Della Rocca. Troppo spesso, odio e pregiudizi si alimentano proprio attraverso la falsa informazione ed è per questo che, con una formula diversa rispetto a quella messa in atto in radio, ha pensato a un podcast breve, con un minutaggio che permettesse anche alle persone più giovani — ormai abituate ai tempi brevi dei social — di poter attingere a un mezzo più pratico e diretto.

“Lo faccio scegliendo una parola per ogni puntata e raccontando i concetti, la vita e la cultura ebraica che ruotano attorno a quella parola stessa. Il successo dell’iniziativa è stato palese fin dalle prime puntate e la striscia settimanale pubblicata su Spotify, generalmente il martedì, ha cominciato a mietere uno zoccolo duro di fedeli ascoltatori che sta crescendo ad ogni puntata”. La scelta del titolo è indicativa e l’ha pensata immaginando quando noi tutti chiediamo a qualcuno di attendere due minuti, ad esempio per essere richiamati al telefono piuttosto che per arrivare a un appuntamento. È un intercalare della nostra vita molto colloquiale, ma che lascia intendere comunque la velocità e la richiesta di regalarmi due minuti del proprio tempo per arricchire un bagaglio di nozioni indispensabili a conoscere la storia bimillenaria del popolo ebraico, i suoi usi e costumi, le sue tradizioni, il suo modo di vivere e di pensare. Con un focus particolare e inevitabile sulle cose di Israele, patria ancestrale e culla dell’ebraismo: il luogo dell’anima per eccellenza, dove tutto è nato e dove tutto prosegue, e al quale ogni ebreo nel mondo guarda come punto di riferimento ed è sentimentalmente legato.

Il podcast ha fatto il suo esordio il 27 gennaio scorso e, inevitabilmente, la prima parola scelta per essere declinata e spiegata in chiave ebraica è stata la parola “memoria”. Non poteva essere altrimenti, anche alla luce della sua fresca nomina di assessore alla Memoria per l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. “Anche questa nuova sfida che mi attende è quella di declinare la memoria guardando al futuro, perché attraverso l’educazione, la cultura e il raccontarsi si dà vita a quella narrativa corretta indispensabile per i nostri giovani, vista la deriva antisemita che ha vissuto e sta vivendo non solo il nostro Paese ma gran parte dell’Occidente. Una deriva che si manifesta anche nelle scuole e nelle università, dove troppo spesso la narrazione distorta di quanto avviene in Israele e in Medio Oriente diventa il detonatore di fake news che alimentano quei fenomeni di odio antiebraico diventati sempre più preoccupanti e pericolosi”, afferma Della Rocca.

Un modo, quindi, di fare della sua attività giornalistica un mezzo divulgativo fruibile in maniera semplice da un vasto pubblico, nella speranza che incontri sempre di più il favore di quegli ascoltatori che vorranno seguirlo in questa nuova avventura del podcast e consolidare il loro ascolto ormai tradizionale di Radio Radicale. Dammi due minuti sull’ebraismo, in forma breve e diretta su podcast, e A proposito di SHALOM, in maniera più lunga e riflessiva in radio, “spero si integrino sempre di più e diventino due modi diversi di fruire di un’informazione libera e formativa, a cui il pubblico possa affezionarsi sempre di più”.

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