Ben vengano le riflessioni tra gli ebrei, ma attenti a non dividerci: così prestiamo il fianco a chi ci odia
di Marco Del Monte - 26 Marzo 2026 alle 10:33
Dal 7 ottobre 2023, Israele e gli ebrei nel mondo a volte si dividono con la propria coscienza. All’interno dell’ebraismo si è aperta più di una riflessione, con le relative discussioni. Tra qualche giorno sarà Pesach, e molte chat che eravamo abituati a “sfogliare” per avere notizie degli amici vicini e lontani oggi ribollono di rancori anche tra familiari. C’è chi è schierato tout court con Israele e c’è chi altrettanto seccamente è contro; non sono ammesse posizioni intermedie, sicché si assiste a discussioni, che non ci sarebbero mai state prima. Prima di proseguire nella disamina degli avvenimenti reali, vediamo perché Esopo può aiutarci.
Le favole con morale annessa sono due: la prima è la storia della rana e del bue; la seconda quella della cornacchia e del pavone. Una rana se ne stava sul bagnasciuga di un fiume, forte del suo stato anfibio, quando un bue si avvicina per bere. La rana lo guarda e gli domanda come abbia fatto ad essere così grosso; il bue pigramente risponde – per far azzittire quella rana petulante – che aveva trattenuto il respiro soffiando all’interno del corpo, gonfiandosi fino a raggiungere la dimensione attuale. La rana esegue e scoppia morendo. La seconda: una cornacchia volava in cielo gracchiando in attesa di una buona preda, quando si accorge di alcuni pavoni che “passeggiavano” facendo la ruota; erano bellissimi e la cornacchia fu presa dal desiderio di stare tra loro. Cercò, quindi, del materiale idoneo e si travestì da “pavone” infilandosi nel gruppo; un pavone, però, le chiese come mai fosse così piccola e lei rispose con un gracidio scostante; al che fu aggredita e scacciata, salvandosi solo volando, cosa che i pavoni fanno di rado e maldestramente quando qualcosa li impaurisce. La cornacchia così si salvò benedicendo chi l’aveva dotata del dono del volo.
Dalla prima storia impariamo che ognuno deve convivere con la sua dimensione; dalla seconda che se apparteniamo a un gruppo non dobbiamo ambire a stare con chi non ci vuole e anzi fa di tutto per scacciarci. Noi ebrei queste vicende le viviamo tutti i giorni, e lo stiamo vedendo proprio in questi momenti dove alcuni deputati ebrei vengono zittiti regolarmente da certi ben individuati colleghi. Soprattutto non è litigando tra “cornacchie” che possiamo risolvere la situazione di Israele. Quando poi le critiche e le reprimende vengono dall’interno, le cose si complicano perché offriamo il fianco a chi semplicemente non affronta nessuno dei problemi reali dell’ebreo in quanto tale.