“Israele blocca Pizzaballa”. Ma la verità è un’altra: c’è il divieto di assembramento per ragioni di sicurezza

di Emanuel Segre Amar - 29 Marzo 2026 alle 14:59

Come è ben noto, da giorni missili iraniani sono diretti, e talvolta colpiscono, diverse zone di Israele; solo lo scorso 12 marzo frammenti di un missile hanno colpito anche un edificio facente parte del complesso del Santo Sepolcro. Per ragioni di sicurezza, il Ministero degli Interni israeliano ha quindi proibito assembramenti di oltre 50 persone, ma ha proibito anche qualsiasi assembramento nelle aree sprovviste di rifugi.
Nella Città Vecchia, dove non ci sono, per ovvie ragioni, rifugi di alcun genere, nessun assembramento è permesso (divieto valido per i cristiani come per gli ebrei e i musulmani), e pertanto la polemica subito scatenata dai media italiani (e non solo da loro) per il divieto imposto al cardinale Pizzaballa e al custode di Terra Santa, Padre Francesco Ielpo, di entrare questa mattina nella chiesa del Santo Sepolcro è del tutto ingiustificata. Le preghiere si possono pronunciare anche da soli, come perfino Papa Francesco fece in momenti straordinari.
Tajani ha subito fatto convocare l’Ambasciatore di Israele in Italia e ha fatto inoltrare una protesta dal nostro Ambasciatore in Israele al ministro Sa’ar, ma forse sarebbe stato più opportuno, da parte sua, anche questa volta, una minor precipitazione.

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