Netanyahu conosce bene il farsi: così ha scoperto il bluff dell’Iran sul Libano nell’accordo con gli Usa
di Marco Del Monte - 11 Aprile 2026 alle 11:57
Il cessate il fuoco tra gli Usa e Israele da una parte e l’Iran dall’altra è in vigore dalle ore 2 dell’8 aprile, ma già stanno saltando i primi denti dell’ingranaggio. Nessuno dei contendenti può ammettere di aver perso, men che meno gli sciiti iraniani, che hanno alle spalle 1.600 anni di Islam radicale. In questi giorni, soprattutto per bocca di Trump, si è sentito parlare della millenaria storia della Persia, che stava per essere azzerata dal tamarro americano. Detta così, viene in mente il povero soldato romano che uccise Archimede, famoso scienziato e inventore di Siracusa, nel 212 a. C. all’epoca della seconda guerra punica. Il generale Marco Claudio Marcello, a capo della legione romana, aveva dato ordine di farlo prigioniero. Secondo la leggenda, Archimede stava facendo il bagno e, accorgendosi che il suo corpo era spinto in su dall’acqua, elaborò all’istante il “primo principio” di Archimede urlando “eùreka, eùreka” (ho scoperto); il milite, ignorante e zotico, si sentì insultato e lo uccise.
Per i detrattori del presidente americano, gli ingredienti ci sono tutti: la civiltà millenaria della Persia e, naturalmente, la rozzezza intellettuale di Trump. Il delitto è servito, come direbbe Poirot. Per di più, il novello legionario si accompagna a un “altero e spregiudicato partner come Netanyahu, narcisista, dispotico e anche un po’ levantino”. Questa narrazione, tuttavia, si scontra con una realtà assai diversa, perché la cultura, l’arte e la musica persiane sono state già compromesse dallo scontro finale tra Impero ottomano e Impero persiano e dalla dominazione della religione musulmana sciita.
Il colpo di grazia alla civiltà e alla libertà dei costumi persiani fu dato nel 1979, quando salì al potere la casta degli ayatollah, che instaurarono una teocrazia invasiva e immanente, che soffoca il Paese, impoverito ai danni della sola industria funzionante, ovvero l’apparato militare. Il problema risiede nel fatto che questo potere religioso ha in mano anche (ovviamente) il potere politico, ed è convinto di dover preparare la strada al Ma’ady (il Messia) islamico, che arriverà soltanto quando il mondo sarà tutto musulmano, sperando che non si trovi la vita su qualche altro pianeta, pure da convertire a quel punto. Questa visione, però, attualmente ha un ostacolo davanti a sé: Donald Trump. Ha il bluff nel sangue, e i suoi interlocutori non sanno mai se andare a vedere la sua “apertura”, perché usa il “rilancio” anche quando non ha carte e la sua faccia. Specie nei momenti critici è una sfinge.
L’errore degli “ex persiani” al momento è stato quello di presentarsi con una “lista dei desideri” in dieci punti, scritta in farsi, pensando di ripetere il gioco di Arafat a Oslo, quando esibì l’accordo in arabo, forte del fatto che nessuno aveva capito. Netanyahu non ha ripetuto l’errore, perché in Israele il farsi è una delle lingue più parlate, come il russo. Questo gli ha permesso di scoprire l’intromissione della Russia nell’attuale conflitto, resa lampante dai 189 russi beccati dopo il bombardamento della centrale di Bushehr. Dunque, è stato facilmente scoperto che il cessate il fuoco non comprendeva il Libano, cosa che invece il documento in farsi riportava. Approfittando di questo, il premier israeliano ha ordinato gli attacchi in Libano per colpire i vertici di Hezbollah.