Resistere per esistere. Ottant’anni dopo, la stessa domanda: da che parte stai?
di Carmen Dal Monte - 17 Aprile 2026 alle 13:47
Bologna, 23 aprile 2026. Piazza Galvani, ore 18. Un presidio civico promosso da associazioni — Free4Future, la comunità iraniana di Parma, l’associazione italo-ucraina NaRyna, Venice4Israel, Shanì Collettiva, l’Institute for a New Middle East, e molte altre — insieme a partiti di diverso orientamento. Un presidio vivo. La Resistenza italiana non è un archivio. È una categoria morale che continua a fare domande, e la domanda che fa oggi è scomoda: siamo capaci di riconoscere la stessa scelta quando la compiono altri, altrove, in circostanze diverse dalle nostre? Chi viene dall’Ucraina, dall’Iran, dal Venezuela, chi difende l’esistenza di Israele, porta in piazza quella stessa necessità – resistere per continuare a esistere – e pretende, giustamente, di essere riconosciuto.
Bologna lo sa. Fu liberata nell’aprile del 1945 anche grazie a chi veniva da fuori – i polacchi del II Corpo, la Brigata Ebraica – combattenti che avevano i propri morti, le proprie ragioni, la propria guerra dentro la guerra. Chi arrivò da lontano per combattere qui portava con sé una storia che Bologna ha fatto propria, e quella storia appartiene ancora a questa città. Io interverrò su Hans Jonas. Filosofo, tedesco, ebreo, nel 1945 volontario nella Brigata Ebraica sul fronte italiano. È lì, mentre combatte per la liberazione di questo paese, che apprende la notizia della morte di sua madre, trucidata ad Auschwitz. Da quell’esperienza – dalla scelta di stare dalla parte giusta fino in fondo, anche quando il costo è insostenibile – nasce il nucleo del suo pensiero sulla responsabilità: l’idea che agire nel mondo significhi rispondere delle conseguenze, anche per chi non c’è ancora.
La piazza del 23 aprile è aperta a tutti i cittadini, alle associazioni, alle istituzioni, a tutti i partiti di ogni orientamento. So che in questo momento stare in certe piazze è diventato complicato per una parte della sinistra, e che qualcosa si è inceppato. Questa è la piazza giusta per sciogliere quell’inceppo. Jonas era all’altezza della sua storia. Oggi tocca a noi esserlo della nostra, stando accanto a chi combatte adesso per la propria esistenza e per la propria libertà. Ci vediamo a Bologna, giovedì 23 aprile.