Studio israeliano: le raccolte fondi per Gaza con sede in Europa sarebbero collegate a organizzazioni legate ad Hamas
4 Giugno 2026 alle 17:37

Uno studio del Ministero israeliano per gli Affari della Diaspora e la Lotta all’Antisemitismo sostiene che, dal massacro del 7 ottobre 2023, campagne di raccolta fondi con sede in Europa abbiano raccolto oltre 9,5 milioni di dollari per entità nella Striscia di Gaza collegate ad Hamas e ad altre organizzazioni terroristiche.
Secondo il rapporto, circa 45 organizzazioni operanti nel Regno Unito, in Francia, in Spagna e nei Paesi Bassi hanno raccolto denaro attraverso piattaforme di crowdfunding, siti web, bonifici bancari, applicazioni di pagamento e criptovalute, presentando le iniziative come aiuti umanitari e donazioni benefiche.
Lo studio afferma che 23 delle campagne analizzate presentavano collegamenti diretti o indiretti con Hamas o altri gruppi terroristici.
“Si tratta di un rischio per la sicurezza che non può essere ignorato. I Paesi europei devono svegliarsi”, ha dichiarato il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora, Amichai Chikli. “Anche i fondi raccolti sotto copertura umanitaria possono finire a soggetti associati ad Hamas. Le piattaforme di crowdfunding devono agire con fermezza e i governi europei devono impedire il flusso di denaro senza adeguati controlli”.
Il rapporto individua sette campagne che avrebbero raccolto oltre 1 milione di dollari ciascuna e altre quattro campagne che avrebbero raccolto tra 500.000 e 1 milione di dollari.
I ricercatori affermano di non aver riscontrato differenze sostanziali tra le piattaforme utilizzate da organizzazioni umanitarie considerate legittime e quelle collegate ad Hamas o ad altri gruppi terroristici.
“Le conclusioni indicano una grave mancanza di trasparenza”, si legge nel rapporto. “Il pubblico può vedere la campagna di raccolta fondi e i metodi di pagamento, ma nella maggior parte dei casi non può sapere come il denaro venga trasferito successivamente, quali siano gli intermediari coinvolti e quale sia la destinazione finale all’interno della Striscia di Gaza”.
Secondo il ministero, il Regno Unito rappresenta il Paese con il maggiore volume di raccolte fondi identificate, con oltre 11 milioni di sterline (circa 14 milioni di dollari) raccolti tramite piattaforme di crowdfunding. Le campagne francesi avrebbero raccolto circa 1,4 milioni di euro, mentre quelle in Spagna e nei Paesi Bassi centinaia di migliaia di euro.
Lo studio cita piattaforme come JustGiving, HelloAsso, Big Give, GoFundMe e GlobalGiving, evidenziando inoltre l’uso di donazioni dirette tramite siti web, bonifici bancari, PayPal e criptovalute.
Il rapporto distingue tra collegamenti diretti e indiretti con organizzazioni terroristiche. Tra i collegamenti diretti figurano organizzazioni già designate come terroristiche, dipendenti o attivisti identificati con Hamas o attività che avrebbero sostenuto il terrorismo. I collegamenti indiretti comprendono collaborazioni con organizzazioni legate ad Hamas, trasferimenti finanziari verso entità affiliate o dichiarazioni pubbliche considerate dai ricercatori come giustificazioni o sostegno al terrorismo.
Tra gli esempi citati figura la Alkhair Foundation, con sede nel Regno Unito. Il rapporto sostiene che Adham Abu Salmiya, indicato come direttore marketing e relazioni arabe dell’organizzazione in Turchia, avrebbe stretti legami con esponenti di Hamas. Viene inoltre citato il caso di Hussam Mansour, descritto dalle Forze di Difesa Israeliane come funzionario della sicurezza interna di Hamas e allo stesso tempo collaboratore dell’organizzazione benefica.
Il ministero menziona anche il caso di Fadi Jihad Muhammad al-Wadiya, fisioterapista impiegato da Medici Senza Frontiere a Gaza, successivamente identificato dalla Jihad Islamica Palestinese come membro della propria unità di produzione militare dopo la sua morte in un attacco israeliano.
“Questo fenomeno è molto più ampio di quanto appaia”, ha dichiarato Avi Cohen-Scali, direttore generale del ministero. “Decine di campagne, decine di organizzazioni e oltre 9,5 milioni di dollari identificati solo nella parte visibile. Quando i fondi transitano attraverso canali pubblici con trasparenza limitata e raggiungono entità collegate ad Hamas e ad altre organizzazioni terroristiche, si crea una sfida di sicurezza, politica ed economica che richiede una risposta sistemica”.
Il ministero ricorda che Hamas e la Jihad Islamica Palestinese non possono raccogliere fondi apertamente nell’Unione Europea e nel Regno Unito in quanto organizzazioni terroristiche designate. Per questo motivo, secondo i ricercatori, parte del sostegno finanziario potrebbe transitare attraverso strutture umanitarie e benefiche.
Lo studio si è concentrato esclusivamente sulle raccolte fondi visibili pubblicamente e non ha esaminato donazioni private o canali di finanziamento clandestini. I ricercatori ritengono che l’ammontare reale dei fondi raccolti potrebbe essere significativamente più elevato.