La lezione di Netanyahu a Trump sull’Iran: chi attacca Israele va fermato subito, senza attendismo
di Marco Del Monte - 9 Giugno 2026 alle 11:37
Negli ultimi giorni Trump va ripetendo il “mantra” che sta raggiungendo l’accordo con l’Iran e, quindi, ha invitato Israele a non fare “falli di reazione”. Da due giorni, però, Hezbollah e Hamas non fanno altro che lanciare missili e compiere attentati. Per di più, l’Iran si è rivolto al Presidente americano, lamentandosi del fatto che Israele non smette di martellare il Libano. Mentre il portavoce iraniano (che non si sa la voce di chi stia portando) faceva queste rimostranze, gli Houthi, evidentemente sollecitati dal “padrone”, hanno lanciato un missile in direzione di Tel Aviv, hanno minacciato di chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb (ignorando che questa chiusura nel 1967 costò molto cara a Gamal Nasser) all’imbocco del Mar Rosso, e hanno colpito una petroliera indiana. Questo fa venire il dubbio che, mentre Israele agisce, gli strateghi di Washington sembrano impegnati in una battaglia navale “a fumetti”.
La politica attendista sta portando Trump in acque non tranquille, perché anche l’usciere di West Point avrebbe messo almeno una “barchetta” davanti a questo secondo stretto. Menomale, però, che Benjamin Netanyahu ha agito proprio come Bibì (e Bibò) del “Corrierino dei piccoli”, che negli anni Cinquanta veniva dato in omaggio la domenica insieme al CorSera; i due fratellini erano delle birbe matricolate e ne combinavano di tutti i colori. Il premier israeliano ha anche dimostrato di aver visto e studiato il grandioso film “Lawrence d’Arabia”, perché ha fatto una mossa stratosferica: in risposta ai missili iraniani lanciati in grande quantità su Israele, ha ordinato una “campagna aerea” sull’Iran, distruggendo in una notte tutti i sistemi di difesa aerea che l’Iran aveva ricostruito, approfittando del fatto che il “buon samaritano”, che risponde al nome di Trump, gli aveva lasciato un anno di tranquillità.
Per chi si chiede come mai Israele abbia avuto questo coraggio e con riferimento al film citato, bisogna ricordare che Lawrence attaccò Damasco passando per il deserto, perché aveva scoperto che i turchi avevano disposto e bloccato i loro cannoni verso il mare, certi che nessuno li avrebbe attaccati passando da dietro. L’Iran ha fatto lo stesso, perché si è curato solo delle posizioni di attacco, trascurando la difesa. A questo punto urge un cambio di strategia volto a dimostrare al pigro e imbelle Occidente che – se anche lo stretto di Bab el-Mandeb viene occupato – le sue economie andranno a picco e non per colpa di Israele che, per la seconda volta, sta facendo il lavoro sporco. Bibi ha pronunciato la famosa frase “Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra..?” di ciceroniana memoria e ha agito.
La seconda mossa dovrebbe essere indirizzata ai Paesi che subiscono le prepotenze dei “pirati” Houthi, rendendo pubblici gli attacchi al sistema, in modo da creare un soffio di sana partecipazione. Davanti alla manifesta incapacità americana, poi, pare che si sia mosso anche il Mossad, che ha dimostrato al tycoon che il suo “vice” sta andando un po’ troppo a ruota libera nei suoi approcci con la Turchia di Erdoğan. I Paesi del Golfo, nel frattempo, hanno chiesto direttamente a Israele di estendere ai loro cieli il sistema Iron Dome, ottenendo un effetto di trascinamento sulla Giordania che potrebbe contribuire efficacemente a intercettare gli oggetti volanti diretti su Israele.
Il Presidente americano, inoltre, sta facendo un altro errore di strategia, perché avrebbe detto che Putin e Zelensky se la devono vedere da soli, con ciò annunciando che lascerà campo libero al russo, trascurando il fatto che l’(ex) zar è in condizioni veramente critiche. Sta perdendo milioni di uomini ed è arrivato alle soglie del quinto anno di guerra, avendo conquistato solo il 20% di territorio nemico; questo sarebbe il momento di “cambiare strategia” anche con i Paesi europei, ma c’è da temere che prevalga l’ego di Trump, nonostante le “buone lezioni” che gli sta dando Bibi, il monello.