L’Italia s’infuria con Israele, ma non si chiede chi finanzia Hamas ed Hezbollah
di Marco Del Monte - 13 Giugno 2026 alle 11:23
Da molti giorni il quotidiano “Il Tempo” di Roma sta conducendo un’inchiesta giornalistica sui legami funzionali ed economici tra la Global Sumud Flotilla e Hamas. La questione è seria, perché si dirama in mille rivoli, che stanno portando in evidenza che addirittura molte persone, ignare della realtà e soggiogate da una propaganda asfissiante, avrebbero destinato il loro “cinque per mille” ad associazioni fittizie che sono andate a rimpinguare le casse di Hamas. Sul Foglio dell’11 giugno, poi, c’è un articolo di Giulio Meotti che evidenzia che a Gaza ci sono stati moltissimi civili oppositori di Hamas torturati e uccisi, senza che nelle nostre città, che fanno a gara a premiare i sostenitori della tesi “Hamas-resistenza”, si sia levata una voce a loro favore. Tantomeno si è gonfiata una vela, magari di una barchetta, in loro memoria.
Ma in Italia riusciamo a fare di più e di meglio, perché mettiamo sotto inchiesta un ministro di un altro Stato che avrebbe umiliato e torturato i membri dell’ultima spedizione (rispediti a casa dopo due giorni), mentre dei componenti della “Flotilla terrestre” sequestrati in Libia da oltre dieci giorni sembra non interessare nessuno. Eppure, da come i nostri dimostranti avevano presentato la faccenda, questi due “bracci” difensori di una giustizia calpestata erano parte della stessa trama: misteri della fede. L’Italia, si sa, sta vivendo un momento di gloria, visto che in fatto di immigrazione “respinta” ha ideato i CPR in Albania, che tutti ci stanno copiando; il governo si è anche permesso di rifiutare la base di Sigonella agli americani, cosa di cui è stato informato il Parlamento. In questo frangente si è visto l’incredibile: l’opposizione era completamente ammutolita, perché il governo aveva fatto una cosa che avrebbe fatto anche lei.
L’opposizione, però, spinge affinché il governo interrompa le collaborazioni con Israele, a causa anche della guerra contro l’Iran, il che fa sorgere almeno un dubbio: ma se Israele sta facendo questa guerra insieme agli Usa, perché deve essere sanzionato solo lui? Meno male che, come al solito, ci soccorre Fedro: “Superior stabat lupus, inferior agnus”. Così si scopre uno dei complessi di cui soffriamo noi italiani e che viene spiegato molto bene dalla recente reclame fatta da una nota compagnia di assicurazioni, nella quale il famoso “special one” ripete il suo nome da pronunciare “prima di tutti gli altri” e lo fa esigendo “respect”. Il complesso di superiorità però, mentre è moderato nel governo, è addirittura smodato nell’opposizione, nei ranghi della quale stiamo scoprendo “Soloni”, “Ciceroni” e “Taciti” a iosa: basta ascoltarli ogni volta che chiamano la premier a riferire in Parlamento.
In uno dei recenti question time, c’è chi si è sperticato nel dimostrare che l’Iran è un Paese derelitto, che sta sopportando embarghi e sanzioni pesantissime, costretto quasi a uccidere i dissidenti, che è stato attaccato da due superpotenze crudeli e genocidiarie. All’Iran, poveretto, non restava che bloccare lo Stretto di Hormuz e, quindi, nella crisi che stiamo attraversando non ha nessuna responsabilità. Naturalmente si è guardato bene dal dire chi e come finanzia Hamas ed Hezbollah, omettendo pure di dire da dove fa uscire i soldi. In fondo è la stessa storia della Flotilla, i cui finanziamenti sono troppo elevati per giustificarne la provenienza dalle cosiddette “microdonazioni”.
Dulcis in fundo, gli Usa hanno presentato una proposta per aumentare le sanzioni all’Iran, accusato di reprimere nel sangue le rivolte interne e di finanziare il terrorismo nel mondo, citando tutte le occasioni che si stanno osservando, come la repentina crescita del numero degli accoltellamenti e dei cosiddetti “lupi solitari”. Questo appello è stato firmato da 21 Paesi, tra cui la Spagna, ma non dall’Italia, con il plauso delle opposizioni: il complesso di “infelicità” aumenta!