Due libri antichi rubati dai nazisti tornano a Roma
di Redazione - 14 Luglio 2026 alle 12:51
Due libri sottratti alla Comunità Ebraica di Roma durante l’occupazione nazista sono rientrati in Italia lunedì 13 luglio, con una cerimonia al Museo Ebraico della Capitale. Si tratta di due edizioni a stampa risalenti al Cinquecento e al Seicento, appartenute rispettivamente alla biblioteca della confraternita Talmud Torah e a quella del Collegio Rabbinico Italiano: opere che erano scomparse per decenni e che erano di recente riapparse in vendita presso una casa d’aste di New York.
A individuarle sono stati i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma, che monitorano da tempo il mercato antiquario internazionale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, erano partite da due denunce presentate separatamente dalle biblioteche coinvolte, che avevano riconosciuto i propri volumi tra i lotti messi all’asta. Determinante, per bloccare la vendita e riportare i libri in Italia, è stata la collaborazione con l’ufficio del procuratore distrettuale di New York, già più volte coinvolto in casi analoghi di beni culturali trafugati e finiti sul mercato statunitense.
Il primo volume, il Peirush Megilath Esther, è un commentario al Libro di Ester scritto dal rabbino e cabalista Elisha Gallico e stampato a Venezia nel 1583; apparteneva alla biblioteca Talmud Torah della Comunità romana. Il secondo, il Nachalath Ya’akov di Yaaḳov Hailpron, pubblicato a Padova nel 1622, faceva parte del fondo del Collegio Rabbinico Italiano.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il rabbino capo di Roma Riccardo Shemuel Di Segni, il presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi, il procuratore aggiunto di Roma Giovanni Conzo e il comandante dei Carabinieri TPC, generale di brigata Antonio Petti.
Per Fadlun, il ritorno dei due testi “rappresenta molto più del recupero di beni di straordinario valore storico e bibliografico: oggi recuperiamo un frammento della storia della Comunità Ebraica di Roma”, una vicenda che restituisce, a suo dire, un tassello di identità che nessuna persecuzione è riuscita a cancellare.
Anche il ministro Giuli ha sottolineato il valore del recupero, parlando di un patrimonio che “torna a far parte del contesto in cui è stato custodito e tramandato nel tempo”. Il ministro ha colto l’occasione anche per ribadire la vicinanza del governo agli ebrei italiani nella lotta contro l’antisemitismo, mentre il generale Petti ha definito la restituzione “la vittoria del diritto e della memoria sulla barbarie e sul tempo”.
Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha ringraziato le forze dell’ordine “per l’attività di investigazione e recupero che ha reso possibile il ritorno di un patrimonio culturale e bibliografico di grande valore, parte integrante della storia e della memoria delle nostre Comunità e del nostro Paese”.