Aggressioni al 25 Aprile a Milano: depositata una denuncia-querela per tutelare la Brigata Ebraica

di Redazione - 29 Luglio 2026 alle 17:34

Si è tenuta questo pomeriggio, presso la Sala Brigida del Comune di Milano, la conferenza stampa sull’iniziativa legale intrapresa a seguito dei gravissimi fatti avvenuti durante la manifestazione del 25 aprile. La denuncia-querela si è resa necessaria per tutelare i diritti costituzionali dei partecipanti, lesi da comportamenti illeciti altrui. Dopo l’introduzione del consigliere Manfredi Palmeri, sono intervenuti i tre oratori: Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica, Alessandro Litta Modignani, coordinatore di Ponte Atlantico, e Alessandro Pecoraro, consigliere dell’associazione. I relatori hanno espresso piena fiducia nel lavoro della magistratura, a cui spetta ora fare luce sull’accaduto.

Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica, ha dichiarato: “Abbiamo presentato questa querela dopo vent’anni di tensioni mai risolte attorno alla nostra partecipazione, da sempre a pieno titolo, al 25 aprile. Quest’anno un’associata ottantaduenne si è vista strappare con violenza la bandiera della Brigata Ebraica, un’altra la bandiera georgiana, un nostro socio ha avuto un malore da stress. C’è sempre più in gioco la partecipazione dei nostri sostenitori al corteo del 25 aprile in sicurezza. Da qui la richiesta che sia la magistratura a stabilire cosa sia accaduto. Per me è una querela dolorosa, perché mi costringe a chiamare la giustizia sul corteo antifascista per eccellenza. È altrettanto doloroso ma significativo che le bandiere più contestate il 25 aprile siano le stesse proibite a Teheran: bandiera iraniana pre-ayatollah, bandiere Usa e Israele”.

Alessandro Litta Modignani, coordinatore di Ponte Atlantico, ha affermato: “Il 25 Aprile non è stata una ‘contestazione’, ma un’aggressione premeditata e violenta. Siamo stati aggrediti da bande di facinorosi, coartati nell’esercizio dei nostri diritti costituzionali, insieme alle bandiere georgiane, ucraine, bielorusse e ai giovani di Forza Italia, cacciati a spintoni. Dobbiamo respingere la teoria della ‘provocazione’, da sempre l’alibi dei violenti: i nostri aggressori sventolavano la bandiera della Repubblica Islamica dell’Iran, ed è tutto documentato. Chi avalla quella teoria si rende complice della violenza”.

Alessandro Pecoraro, consigliere di Ponte Atlantico, ha aggiunto: “Durante la sfilata della Brigata Ebraica si sono verificate gravissime aggressioni che hanno messo in pericolo l’incolumità dei partecipanti, in quella che appare un’azione organizzata in anticipo. Nella ricostruzione giuridica sottoposta alla Procura si ipotizzano i reati di istigazione a delinquere, violenza privata pluriaggravata, minaccia pluriaggravata e rapina pluriaggravata: ipotesi rimesse al vaglio del PM, a cui è stata anche segnalata la presenza di bandiere che evocano organizzazioni terroristiche, chiedendo accertamenti su istigazione al terrorismo internazionale e apologia di associazione terroristica”.

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