Teva chiede a un giudice statunitense di non rivelare ai giurati le sue origini israeliane
18 Agosto 2026 alle 15:20

Teva Pharmaceutical Industries ha chiesto a un giudice statunitense di impedire alla società che ha intentato una causa contro di essa di comunicare a un gruppo di giurati selezionati casualmente che l’azienda ha sede in Israele, ha riferito Reuters giovedì.
Teva è una delle diverse aziende farmaceutiche citate in giudizio dalla compagnia di assicurazione sanitaria Humana, che le accusa di aver manipolato i prezzi. Il caso, Humana Inc. v. Actavis Elizabeth, LLC, et al., dovrebbe arrivare a processo il 15 settembre presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto orientale della Pennsylvania, a Philadelphia.
In un documento depositato mercoledì presso un tribunale federale di Philadelphia, Teva ha dichiarato: «Nei quasi tre anni trascorsi dall’inizio della guerra a Gaza, tutto ciò che è collegato a Israele è stato oggetto di fortissime controversie, con emozioni particolarmente accese», ha riferito Reuters.
La società ha aggiunto che le sue origini israeliane sono irrilevanti ai fini del procedimento e che «i riferimenti a una società capogruppo straniera potrebbero essere potenzialmente pregiudizievoli».
Teva ha citato un recente sondaggio di opinione secondo il quale il 60% degli americani avrebbe un giudizio negativo su Israele. L’azienda ha inoltre fatto riferimento alle proteste nei campus universitari statunitensi contro Israele e agli atti di violenza contro persone e istituzioni ritenute legate allo Stato ebraico.
Teva nega di aver stretto accordi con altre aziende farmaceutiche per mantenere artificialmente elevati i prezzi dei farmaci.
Dall’inizio della guerra a Gaza, scoppiata in seguito all’invasione guidata da Hamas il 7 ottobre 2023, diversi sondaggi hanno rilevato un peggioramento dell’opinione pubblica nei confronti di Israele negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali, soprattutto tra le generazioni più giovani.