Dite chi è stato il Bene a Venezia
di Francesco Lucrezi - 21 Settembre 2026 alle 12:32
Al di là di tante sottigliezze, gli uomini si dividono in buone e cattivi. I buoni perseguono il Bene, i cattivi il Male. E, al di là di tante sottigliezze, definire il Bene è facile: il Bene è la Felicità, il Progresso, il Benessere, la Pace, la Giustizia. Il Male è tutto ciò che si oppone alla realizzazione del Bene. In alcune epoche fortunate, alcuni popoli fortunati hanno un Capo illuminato, perfetto e infallibile, che indica la strada del Bene. Al popolo non resta altro da fare che seguirne le direttive: sono i tempi e i popoli di Stalin, Hitler, Mussolini, Kim Yong-Un. Altre volte, il Capo non c’è, e il popolo deve capire da solo dov’è il Bene. A volte ci riesce, a volte no. Sempre, naturalmente, il Bene ha nemici potenti, spesso nascosti, che tramano nell’ombra. Dove c’è il Capo, ovviamente, i nemici del Bene tramano contro di lui. È un assoluto dovere dei buoni scoprirli, smascherali, eliminarli. È questione di vita o di morte.
Nel suo famoso libro Nexus, recentemente pubblicato, Yuval Noah Harari racconta questo episodio. In un circolo della gloriosa Unione Sovietica, alla fine di una manifestazione, il Segretario del partito invitò i presenti a formulare gli auguri di lunga vita al Capo Supremo, Stalin. Ne seguì un applauso scrosciante, commosso, assolutamente sincero e spontaneo. I compagni, con gli occhi pieni di lacrime, applaudivano in modo frenetico per la salute del Capo e l’affermazione del Bene.La polizia li guardava compiaciuta, ma anche, giustamente, un po’ sospettosa. Erano davvero tutti veri amici del popolo? O forse, tra di loro, si annidava qualche traditore?
Dopo cinque minuti, l’appaluso non accennava ad affievolirsi. Dopo dieci minuti, qualcuno dei presenti si guardava intorno, per vedere se, per caso, qualcuno stesse accennando a smettere. Ma nessuno smetteva, l’amore per il Padre della patria era immenso, sconfinato. Ognuno dei presenti avrebbe volentieri dato per lui la vita propria e della propria famiglia. Dopo quindici minuti, l’applauso non accennava a diminuire, e neanche dopo venti. Ma al venticinquesimo minuto accadde qualcosa. Un compagno, particolarmente anziano, smise di applaudire e si sedette. Tutti gli altri lo imitarono.
La manifestazione si concluse normalmente, ma, per fortuna, la polizia aveva individuato il responsabile. Che fu giustamente processato e immediatamente fucilato. Giustamente, perché è chiaro come la luce del sole che si trattava di un traditore, una spia, un nemico del Capo, e quindi del Bene. E il Bene ha il dovere di difendersi.
Oggi, in Italia, purtroppo, non abbiamo un Capo perfetto e infallibile. Se guardiamo i nostri leader politici, il panorama è piuttosto sconfortante. Ma il popolo italiano, erede di una millenaria, gloriosa civiltà, è perfettamente in grado di individuare da solo la strada del Bene. E lo ha fatto. Ma c’è anche un altro, piccolo problema, ed è che la nostra polizia, su questo piano, sembra alquanto latitante.
Qualche tempo fa, la parte migliore del popolo italiano (intellettuali, attori, registi, artisti) si è riunita, a Venezia, per una grande cerimonia religiosa per l’affermazione del Bene.
Finita la funzione, il pubblico presente si è lasciato andare ad un applauso scrosciante, commosso, assolutamente sincero e spontaneo. I presenti, con gli occhi pieni di lacrime, applaudivano in modo frenetico per l’affermazione del Bene. Dopo cinque minuti, l’appaluso non accennava ad affievolirsi. Dopo dieci minuti, qualcuno dei presenti si guardava intorno, per vedere se, per caso, qualcuno stesse accennando a smettere. Ma nessuno smetteva, l’amore per il Bene era immenso, sconfinato. Ognuno dei presenti avrebbe volentieri dato per lui la vita propria e della propria famiglia per la vittoria del Bene. Dopo quindici minuti, l’applauso non accennava a diminuire, e neanche dopo venti. Ma al venticinquesimo minuto accadde qualcosa. Qualcuno smise di applaudire e si sedette. Tutti gli altri lo imitarono.
Purtroppo, non c’era polizia, e nessuno dice chi è stato. È chiaro come la luce del sole che si trattava di un traditore, una spia, un nemico del Bene. Dobbiamo assolutamente trovarlo. Il Bene ha il dovere di difendersi. Se non lo facciamo, domani, dopo le funzioni religiose, magari si applaudirà per soli 24 minuti, poi 23, e alla fine non si applaudirà affatto.
Perciò mi permetto, dalle colonne di questo giornale, di lanciare un pubblico appello al nobile pubblico di Venezia. Collaborate, siate coerenti con i vostri altissimi ideali. Non siate vili, omertosi, complici.
Dite chi è stato.