INS Drakon, il più recente sottomarino di Israele, arriva in Israele

24 Settembre 2026 alle 12:10

Il nuovo sottomarino israeliano, INS Drakon, è entrato nelle acque territoriali israeliane, 14 anni dopo l’inizio della sua costruzione. Giovedì, il sottomarino sarà formalmente accolto con una cerimonia presso la base navale di Haifa.

L’arrivo dell’INS Drakon è stato ritardato di diversi mesi dopo che Norvegia e Danimarca hanno vietato al sottomarino di entrare nelle loro acque territoriali durante le prove in mare, nonostante navigasse sotto bandiera tedesca e non israeliana.

È il sesto sottomarino della serie Dolphin dotata di propulsione AIP a entrare in servizio. Secondo gli ufficiali della Marina israeliana, le sue capacità, mantenute classificate, sono considerate “rivoluzionarie” e, dopo un processo di circa due mesi per renderlo pienamente operativo, diventerà la più avanzata macchina da guerra delle Forze di Difesa Israeliane (IDF).

La Marina israeliana teme ora che le restrizioni alla difesa imposte da Canada, Francia, Danimarca e Norvegia possano ritardare anche l’arrivo dei tre futuri sottomarini della classe Dakar, attualmente in costruzione in Germania. Israele sta monitorando attentamente gli sviluppi della politica interna tedesca, preoccupato che possano ostacolare i progressi del progetto.

Fino all’arrivo dei sottomarini della classe Dakar, previsto a partire dal 2033 secondo i piani attuali, i tre sottomarini più vecchi della classe Dolphin di Israele resteranno in servizio operativo per mantenere la consistenza della flotta della Marina. Questi sottomarini sono arrivati in Israele tra il 1999 e il 2001.

La flottiglia di sottomarini svolge circa 10.000 ore di operazioni in mare ogni anno, il che significa che, in media, due sottomarini si trovano in mare in qualsiasi momento. Durante la guerra, i sottomarini sono entrati in quattro nuovi teatri operativi e hanno raggiunto i punti più occidentali e meridionali mai registrati dalla flottiglia.

Potenziamento delle forze nel contesto della corsa globale agli armamenti navali

Sullo sfondo di una corsa globale agli armamenti navali, la Marina israeliana sta elaborando un nuovo piano pluriennale volto ad ampliare significativamente la propria struttura di forze. Il piano dovrebbe essere presentato allo Stato Maggiore dell’IDF verso la fine dell’anno.

La spinta verso una flotta più grande deriva dalle serie preoccupazioni che attori ostili possano tentare di imporre un blocco marittimo a Israele attraverso il Mediterraneo. Per fare un confronto, la Turchia dispone attualmente della seconda Marina più grande della NATO, con 14 sottomarini in servizio, altri quattro in costruzione e 17 fregate e corvette.

Come misura provvisoria, la Marina ha deciso di non dismettere tutte le sue ormai obsolete unità missilistiche della classe Nirit Sa’ar 4.5, come previsto inizialmente. Le unità più recenti resteranno in servizio parallelamente all’introduzione di cinque nuove navi della classe Reshef. La Marina sta inoltre valutando l’acquisto di navi autonome disponibili sul mercato, che richiedono meno personale.

Preparativi per la minaccia dallo Yemen nel Mar Rosso

Nel frattempo, la Marina israeliana sta pianificando di rafforzare le proprie forze nel Mar Rosso, con una sesta motovedetta della classe Dvora che dovrebbe arrivare a Eilat il prossimo mese. L’IDF è fortemente preoccupato per la debolezza della Giordania in questo settore e per la crescente minaccia rappresentata dagli Houthi.

La Marina si sta inoltre preparando ad affrontare la minaccia degli Houthi su una scala molto più ampia rispetto al passato.

Allo stesso tempo, negli ultimi mesi una nave missilistica della Marina israeliana ha completato il viaggio più lungo mai effettuato da una simile unità partendo dalle coste israeliane. Durante l’operazione, la nave ha navigato fino a una posizione molto vicina alla costa dello Yemen.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su Israel Hayom.

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