Due riservisti dell’IDF uccisi in un’esplosione causata da un drone a Gaza
25 Settembre 2026 alle 12:08

Due riservisti israeliani sono stati uccisi nella Striscia di Gaza settentrionale venerdì, quando un drone militare che stavano utilizzando è precipitato all’interno di una postazione dell’IDF ed è esploso, secondo quanto riferito dall’IDF.
L’IDF ha identificato i soldati uccisi come il sergente maggiore (ris.) Nadav Kali, 24 anni, di Har Halutz, in Galilea, e il sergente maggiore (ris.) Ofek Moalem, 23 anni, di Gerusalemme. Entrambi erano soldati combattenti del 7007º Battaglione della 16ª Brigata di Fanteria.
I soldati sono stati evacuati al Barzilai Medical Center di Ashkelon, dove sono stati dichiarati morti.
Secondo una prima ricostruzione citata dai media israeliani, i riservisti stavano utilizzando droni esplosivi contro un terrorista nella parte settentrionale della Striscia di Gaza.
Il primo drone ha completato con successo la propria missione, ma durante una seconda operazione un altro drone è improvvisamente tornato verso le forze israeliane ed è precipitato all’interno della loro postazione.
Kali e Moalem si sono avvicinati al drone precipitato per indagare, a quel punto il drone è esploso, ha dichiarato il comandante della 99ª Divisione, il generale di brigata Elad Tzuri, secondo fonti militari. Tzuri ha descritto i due riservisti come “soldati eccellenti”.
La 16ª Brigata opera nell’area settentrionale della Striscia di Gaza dal 10 settembre.
L’esercito sta indagando per stabilire perché il drone sia tornato verso le truppe israeliane e come il suo carico esplosivo sia detonanto dopo lo schianto.
Una delle ipotesi esaminate è che Hamas abbia utilizzato capacità di guerra elettronica per interferire con il drone. Tuttavia, secondo la valutazione attuale dell’IDF, Hamas non dispone delle capacità operative necessarie nello spettro elettromagnetico per provocare un incidente di questo tipo.
Gli investigatori stanno inoltre esaminando l’ipotesi di un malfunzionamento tecnico. L’esercito non ha specificato pubblicamente se il velivolo coinvolto fosse un drone suicida progettato per esplodere all’impatto oppure un drone progettato per sganciare munizioni.
In attesa dell’esito dell’indagine, l’IDF ha messo a terra i droni d’attacco e quelli utilizzati per trasportare e posizionare munizioni in tutti i settori operativi.
L’incidente è avvenuto mentre la 16ª Brigata continua le proprie operazioni nella parte settentrionale della Striscia di Gaza.