Albanese deride la madre di una ragazza uccisa da Hamas il 7 ottobre: “Cambia farmaco”

11 Giugno 2026 alle 11:37

Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, ripetutamente criticata per i suoi commenti su Israele e Hamas, ha deriso la madre di una vittima degli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023, dopo che la donna aveva affermato di aver provato “odio” durante un evento in cui la Albanese era stata premiata. Carolin Bohl, una studentessa di moda e modella tedesca di 22 anni, è stata uccisa da terroristi di Hamas nel kibbutz Nir Oz durante la strage del 7 ottobre nel sud di Israele. In un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, la madre di Bohl, Sonja Bohl-Dencker, ha ricordato di aver partecipato alla prima di un film a Berlino nel marzo scorso, dove Albanese era ospite d’onore.

“Non sono mai stata in una stanza dove ho percepito tanto odio“, ha detto Bohl-Dencker. “Ovunque kefiah, slogan terribili e puro odio contro tutto ciò che è legato a Israele”. Rispondendo a un post sui social media che citava le osservazioni di Bohl-Dencker, Albanese ha scritto: “Cambiate farmaco”. Il commento ha suscitato polemiche perché una causa intentata da Albanese e dai membri della sua famiglia per ribaltare le sanzioni statunitensi a lei imposte afferma che ad Albanese e a suo marito erano stati prescritti dei farmaci a seguito di problemi di salute che attribuivano alle sanzioni stesse. Secondo quanto riportato nella denuncia, Albanese era stata curata per ulcere allo stomaco, mentre il marito soffriva di ansia e insonnia.

Albanese ha ripetutamente suscitato polemiche per le sue dichiarazioni riguardanti gli attacchi di Hamas del 7 ottobre e la successiva guerra di Israele contro il gruppo terroristico a Gaza. È stata inoltre criticata per essersi rifiutata di fornire prove a confutazione delle accuse secondo cui organizzazioni filo-Hamas avrebbero contribuito a finanziare i suoi viaggi ufficiali in Australia e Nuova Zelanda nel 2023. In Italia, suo Paese d’origine, ha suscitato critiche da tutto lo spettro politico per alcuni commenti ampiamente interpretati come una minaccia di violenza contro i media che mettono in discussione le sue accuse di “genocidio” israeliano a Gaza.

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