Altro che corridoi di studenti da Gaza: l’Italia stava per ospitare un terrorista di Hamas in università
di Luigi Yitzhak Diamanti - 4 Giugno 2026 alle 08:56
L’arresto al valico di Kerem Shalom di Mahmoud Al Najjar, inserito tra gli studenti palestinesi destinati a proseguire gli studi universitari in Italia, impone una seria riflessione. Nei mesi scorsi, attraverso un mio articolo, avevo espresso pubblicamente forti perplessità riguardo ai programmi di trasferimento di studenti provenienti dalla Striscia di Gaza senza che fossero garantiti controlli estremamente rigorosi e approfonditi. Tali preoccupazioni vennero da alcuni liquidate come eccessive o ingiustificate. Oggi emerge invece quanto fosse necessario affrontare la questione con il massimo livello di attenzione e prudenza.
Il fatto che un soggetto accusato di appartenere ad Hamas e di essere coinvolto negli eventi del 7 ottobre sia stato individuato mentre era in procinto di raggiungere l’Italia nell’ambito di un programma universitario dimostra che i rischi di infiltrazione non possono essere ignorati. È quindi indispensabile che ogni procedura di ingresso sia accompagnata da verifiche accurate e scrupolose.
Il massacro del 7 ottobre ha dimostrato come Hamas sia in grado di infiltrarsi in molteplici contesti civili e di sfruttare ogni spazio disponibile per perseguire i propri obiettivi. Ignorare questa realtà sarebbe irresponsabile. Per questa ragione ritengo che il governo italiano, in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, debba garantire ai cittadini la massima trasparenza sui criteri di selezione, sui controlli effettuati e sulle misure di sicurezza adottate.
La solidarietà e la sicurezza non sono valori alternativi. Devono procedere insieme. La prudenza non è pregiudizio. La sicurezza dei cittadini italiani è una responsabilità che nessun governo può permettersi di sottovalutare.