Cracovia, migliaia al Festival della Cultura Ebraica: cresce l’interesse per l’eredità ebraica della Polonia
5 Luglio 2026 alle 20:26

Migliaia di persone si sono riversate la scorsa settimana nello storico quartiere ebraico di Cracovia, nel sud della Polonia, per partecipare all’annuale Festival della Cultura Ebraica di Cracovia, il più importante appuntamento del genere in Europa.
Nato trentacinque anni fa per un pubblico prevalentemente non ebraico, in un Paese la cui comunità ebraica fu quasi annientata durante la Shoah, il festival si è svolto quest’anno in un clima segnato dalla recrudescenza dell’antisemitismo a livello globale, alimentata dall’attacco di Hamas contro il sud di Israele del 7 ottobre 2023. Allo stesso tempo, una nuova generazione di giovani polacchi sta riscoprendo le proprie radici e il passato condiviso della storia nazionale.
«Vogliamo reintrodurre nella società polacca il contributo degli ebrei alla cultura del Paese, dopo decenni di regime comunista durante i quali i temi legati all’ebraismo erano censurati e molti ignoravano quanto fosse stato importante l’apporto ebraico al nostro patrimonio culturale», ha dichiarato a JNS il direttore del Festival della Cultura Ebraica di Cracovia, Robert Gadek. «Il paradosso è che all’estero la Polonia viene spesso percepita come un Paese fortemente antisemita, mentre qui si tiene un festival ebraico all’aperto in cui tutti si sentono al sicuro.»
Circa tre milioni di ebrei polacchi furono assassinati dai nazisti durante la Shoah, pari a circa il 90% della popolazione ebraica presente nel Paese prima della Seconda guerra mondiale.
Omaggio al passato ebraico della città
Il festival è stato fondato nel 1988, poco prima della caduta del comunismo, come omaggio alla storia e al contributo culturale della comunità ebraica di Cracovia. Negli ultimi venticinque anni ha conosciuto una crescita costante, anche grazie al risveglio dell’interesse di una nuova generazione di polacchi verso una storia ebraica rimasta a lungo nascosta. Un ruolo importante lo ha avuto anche Schindler’s List di Steven Spielberg, vincitore dell’Oscar nel 1993, che contribuì a trasformare Cracovia in una delle principali mete del turismo della memoria.
«La riscoperta delle radici ebraiche in Polonia è un fenomeno del tutto naturale», ha affermato Jonathan Ornstein, direttore esecutivo del Jewish Community Center di Cracovia, partner del festival. «Molti nipoti stanno scoprendo oggi chi fossero davvero i loro nonni e stanno scegliendo di recuperare questa parte della propria identità.»
Oggi a Cracovia vivono appena un centinaio di ebrei. Prima della Seconda guerra mondiale la comunità ebraica contava circa 70.000 persone, delle quali solo 5.000 sopravvissero alla Shoah.
Negli ultimi anni, tuttavia, la piccola comunità ebraica della città è cresciuta di alcune centinaia di persone grazie all’arrivo di ebrei ucraini in fuga dalla guerra con la Russia e di altri ebrei trasferitisi da diversi Paesi europei.
Secondo Ornstein, molti ebrei dell’Europa occidentale oggi si chiedono se sia preferibile vivere in un luogo che fu pericoloso per i loro nonni ma che oggi appare sicuro per i loro figli.