Gli spari al 25 aprile sono ingiustificabili. Ma non si usi la mela marcia per coprire gli orrori dei pro-Pal

di Marco Del Monte - 30 Aprile 2026 alle 11:37

Nel 219 a.C. Annibale, che stava venendo verso Roma, via terra, si trovò di fronte alla città fortificata di Sagunto. Il Senato romano si impantanò in sterili discussioni circa l’opportunità di difendere la città prima dell’arrivo del generale cartaginese, per sbarrargli la strada. Mentre il Senato si perdeva in chiacchiere, Annibale espugnò la città e continuò il suo viaggio di avvicinamento. Questa breve parentesi squarcia il velo sugli ultimi avvenimenti che hanno imbarbarito e strappato la Festa della Liberazione, già sfregiata dall’assenza quasi totale di bandiere italiane, in favore soprattutto di quelle palestinesi. La giornata si è aperta con la rituale cerimonia romana, che ha visto le più alte cariche della Repubblica deporre una corona davanti al sacrario del Milite ignoto.

Tutto quello che è successo dopo è avvenuto in totale assenza dello Stato, soprattutto a Roma e a Milano, dove le bandiere di chi ci ha ridato la libertà 81 anni fa sono state contestate e non ammesse soprattutto ai cortei organizzati dall’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani). A Milano, addirittura, la Brigata Ebraica è stata dapprima coperta di insulti e poi espulsa dal corteo, per aver esposto la bandiera, dimenticando un piccolo particolare: la bandiera dello Stato di Israele ha il simbolo della Stella di Davide al centro come quella della Brigata. Il motivo lo dice la Storia perché, durante la Seconda guerra mondiale, l’Inghilterra era lo Stato mandatario ed esercitava la sua autorità sulla Cisgiordania, sul sud della Siria (che arrivava fino a Gaza) e su Gaza. All’interno dell’esercito inglese era inquadrata una Brigata, composta da ebrei, che seguì le truppe inglesi nella risalita dell’Italia, dopo lo sbarco di Anzio. La bandiera della Brigata aveva le insegne del Regno Unito, con al centro una stella a sei punte. Le motivazioni fornite dall’Anpi per giustificare l’allontanamento dei rappresentanti attuali della Brigata si sono palesate con l’affermazione che non sarebbero state ammesse bandiere di Israele: la storia può pure andare a farsi benedire. Naturalmente i rappresentanti della Brigata hanno resistito all’invito di allontanarsi e sono stati circondati da una folla urlante, che esibiva bandiere dello Stato di Topolinia (con qualche sporadica bandiera di Paperopoli e una o due perfino di Gotham City). La Polizia, che vigilava sul corteo, ha poi gentilmente invitato la Brigata ad allontanarsi.

A Roma c’è stato chi ha sparato dei pallini di gomma dura, con una pistola ad aria compressa, a una coppia di signori di mezza età che portavano al collo due foulard dell’Anpi. Le indagini sono partite a razzo e, grazie alle numerose testimonianze e alle telecamere di sorveglianza, le Forze dell’ordine hanno arrestato il presunto colpevole, un 21enne della Comunità ebraica. Naturalmente era quello che ci voleva per stendere un velo sulle malefatte politiche e non delle piazze pro-Pal e Anpi, ignorando che nelle stesse ore a Londra due ebrei sono stati accoltellati davanti a una sinagoga.

Mentre da parte ebraica si discute sul perché del fatto, su quanto ci costerà in termini di antisemitismo, il presidente dell’Anpi si è appellato alla presidente del Consiglio sparando a palle incatenate soprattutto sulle Comunità ebraiche di Roma e Milano, accusate di fomentare l’odio contro gli “angioletti della resistenza”, che se la sono presa con i veri “City Angels”, che hanno scortato la Brigata espulsa a Milano, proprio dall’Anpi. Ecco la ragione dell’incipit di questo breve articolo, che deve far riflettere i nostri rappresentanti, che invece hanno fatto a gara a chi ossequiava meglio il nuovo “marchese del Grillo”, con fare e modi assolutamente fantozziane.

Bisogna aiutare questo ragazzo, un giovane della nostra epoca violentaOppure dobbiamo pensare che le gesta che i tg sciorinano ogni sera sulla violenza giovanile, frutto del disagio e dell’indifferenza dei grandi, siano delle balle per idioti? Dobbiamo dire che non ne possiamo più di essere attaccati per tutto e per tutti. Non dobbiamo farci giustizia da soli, sia chiaro. Ma se pensiamo che l’Onu ha insignito l’Iran di un’altra medaglia, assegnandogli la vicepresidenza della Commissione sulla proliferazione delle armi nucleari, quando già presiede la Commissione per i diritti umani e quella per l’emancipazione femminile, qualche dubbio possiamo pure farcelo venire: Sagunto è caduta, vogliamo seguirla?

Il grande archivio di Israele

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