HaKol apre a tutti. Contenuti accessibili, partecipazione e dialogo: prosegue il cantiere per raccontare Israele
di Luca Sablone - 5 Maggio 2026 alle 08:19
Cinque mesi non sono un semplice numero. Sono giorni e notti passati a scrivere, a verificare, a discutere. Ma soprattutto sono persone: lettori che hanno scelto di esserci, di leggere, di confrontarsi, di sostenere un progetto ambizioso. Che ha richiesto investimenti, in termini finanziari e di risorse umane. Perciò i primi abbonati sono stati una gemma preziosa che ha permesso di accendere il motore e ingranare le marce.
Quell’idea ha preso forma. E lo ha fatto oltre ogni aspettativa. HaKol è cresciuto grazie a voi. Ogni abbonamento, ogni messaggio, ogni condivisione ha contribuito a costruire le fondamenta. Oggi è uno spazio vivo, una comunità che ogni giorno discute, si interroga, approfondisce. La chat WhatsApp ne è la prova più concreta: un flusso continuo di spunti, domande, contributi. Sempre più persone che non vogliono limitarsi a leggere gli approfondimenti, ma partecipare e metterci la firma.
E allora abbiamo fatto una scelta. Aprire. Da oggi, HaKol diventa accessibile a tutti. Vogliamo allargare questo spazio, far entrare nuove voci, raggiungere chi ancora non ci conosce. L’obiettivo è capire davvero Israele: ecco perché è necessario allargare il perimetro, fare rete, mettere in circolo idee e informazioni. Articoli, analisi, video, approfondimenti: tutto sarà aperto (salvo la rassegna stampa quotidiana e altri specifici approfondimenti riservati agli abbonati, che potranno godere di ulteriori contenuti esclusivi).
HaKol non è un circoletto chiuso: è un cantiere aperto. Aprire HaKol significa fiducia. Nei lettori, nelle idee, nel confronto. Siamo partiti in pochi. Oggi siamo molti di più. E da qui prosegue il nostro cammino.