I leader ebrei europei protestano contro il perseguimento giudiziario dei mohelim di Anversa

26 Maggio 2026 alle 16:28

Decine di leader delle comunità ebraiche in Europa hanno chiesto martedì alle autorità belghe di sospendere il procedimento giudiziario contro i mohelim, di Anversa.

“Tutte le parole dei politici sull’importanza della vita ebraica in Europa non significano nulla se non agiscono immediatamente per fermare questa ingiustizia”, hanno affermato i firmatari in una lettera aperta indirizzata a non meglio specificati leader europei, pubblicata online dalla European Jewish Association (EJA). Tra i firmatari figurano dirigenti di comunità di Parigi, Milano, Amsterdam, Barcellona e Porto.

I pubblici ministeri belgi a maggio avrebbero deciso di incriminare tre circoncisori ebrei per aver eseguito illegalmente il brit milah, il rito ebraico della circoncisione dei bambini, generalmente effettuato a otto giorni dalla nascita.

Prima dell’indagine penale sui tre mohelim, avviata lo scorso anno, la brit milah era tollerata in Belgio, anche se potrebbe violare l’obbligo legale secondo cui qualsiasi intervento chirurgico deve essere eseguito da personale medico autorizzato.

Il procedimento ha innescato una crisi diplomatica tra Belgio e Israele e Stati Uniti, che hanno criticato apertamente la procedura legale definendola antisemita, nel contesto di altre tensioni con il Belgio sulla sua posizione riguardo alle azioni militari a Gaza e in Libano, e l’operazione congiunta israelo-americana in Iran.

“Il messaggio che si sta inviando è chiaro: gli ebrei non sono più i benvenuti in Belgio. E gli ebrei belgi sono ora cittadini di seconda classe con diritti limitati”, si legge nella lettera, co-firmata anche dal presidente dell’EJA, il rabbino Menachem Margolin.

“Sulla base del rifiuto totale delle autorità belghe di trovare un compromesso, [riteniamo] che questo procedimento sia di natura antisemita, simile a sforzi compiuti in Europa contro la pratica ebraica prima della Seconda guerra mondiale. Il fatto che lo stesso ufficio del pubblico ministero abbia spesso archiviato chiari casi di antisemitismo ma ora scelga di agire contro la vita ebraica stessa conferma questa convinzione”, prosegue la lettera.

I tre circoncisori di Anversa erano stati inizialmente indagati in seguito a denunce presentate da Moshe Aryeh Friedman, un attivista anti-sionista che ha fatto pressione sulle autorità per limitare diverse pratiche ebraiche, inclusa quella che consente alle scuole haredi di separare ragazze e ragazzi negli istituti ebraici riconosciuti dallo Stato. La comunità ebraica principale di Anversa, in gran parte haredi, prende le distanze da Friedman.

Il Belgio è tra i diversi Paesi europei che recentemente hanno vietato la shechita (la macellazione rituale degli animali per produrre carne kosher) e il suo equivalente islamico, dabhiha o zabiha. Questi metodi di macellazione religiosa, che richiedono che gli animali siano coscienti al momento dell’uccisione, sono criticati dagli attivisti per i diritti degli animali come inumani.

Una controversia simile riguarda anche la circoncisione non medica dei bambini. Tuttavia, a differenza della macellazione senza stordimento, questa pratica non è stata vietata in nessun Paese europeo.

Nel 2012, un tribunale di Colonia, in Germania, aveva temporaneamente vietato la pratica, ma il divieto fu poi revocato tramite una legge, dopo le proteste suscitate dalla sentenza.

JNS

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