I nodi al pettine di un Occidente in crisi
di Marco Del Monte - 4 Luglio 2026 alle 17:07
Dall’8 ottobre 2023 Israele e tutti gli ebrei del mondo sono oggetto di una campagna di propaganda che parte dall’improbabile accusa di genocidio nei confronti prima del popolo di Gaza e, successivamente, di tutto il popolo palestinese, a cominciare dai bambini, verso i quali sarebbe in atto una campagna di sterminio mirata.
Sul Riformista dell’1 luglio 2026 compare un’intervista a Zhanna Galeyeva, ideatrice del progetto “Bird of Light Ukraine”, che accusa la Russia di compiere un genocidio, deportando i bambini ucraini, argomento di cui nessuno parla, forse perché si deve parlare solo degli ebrei, anche se deportano nessuno.
Tuttavia questa menzogna continua a girare sui media di tutto il mondo e non accenna a spegnersi, anche se luglio 2026 comincia con tre notizie che, a mio parere, hanno una radice comune, che è la strisciante conquista dell’occidente da parte dell’Islam, soprattutto sciita: a) l’articolo di Giulio Meotti sulla prima pagina del Foglio del primo luglio, intitolato “Gaza non veste Prada”; b) l’acclarata deportazione di bambini ucraini da parte dei russi; c) lo scisma nella Chiesa Cattolica.
Nell’articolo citato viene messo in evidenza che molte case di moda e molti marchi notissimi tipo Yves Saint Laurent o Prada sono a partecipazione “araba” e che molti di questi “soci” dalle loro ville sontuose in Francia o nel Principato di Monaco sfoggiano preziosi ciondoli con l’immagine dell’unico “stato di Palestina dal fiume al mare”, essendo scappati nel 2007 da Gaza, dove avevano ville altrettanto sontuose,.
Questo vuol dire che prima di quell’anno stavano tranquillamente a Gaza e la spiegazione è banale nella sua semplicità: Gaza era sotto il tallone militare di Israele, stato notoriamente razzista. Peccato che la storia vera dica altro, perché Israele ha lasciato Gaza nel 2005 e nel 2007 ha preso il potere Hamas, che ha ucciso un numero imprecisato di uomini di Al Fatah, instaurando un regime teocratico sul modello dell’Iran.
Della deportazione dei bimbi ucraini i media si sono disinteressati quasi tutti, mentre i bambini di Gaza sono ancora all’ordine del giorno. Fece eccezione il Riformista con un articolo dello scorso anno dal titolo “i bambini uccisi o rapiti sono tutti uguali. Però alcuni sono più uguali degli altri”
La terza cosa è lo scisma dei seguaci di Lefebvre, “la Fraternità Sacerdotale San Pio X, guidata attualmente dal superiore generale don Davide Pagliarani” che il 1° luglio ha ordinato quattro vescovi senza l’autorizzazione del Papa, comportatando la scomunica automatica e lo scisma conseguente.
Questa Fraternità contesta il Concilio Vaticano II e tutte le aperture che ne sono scaturite, di cui il ritorno alla messa in latino è solo la punta dell’iceberg. È una confraternita chiusa ad ogni cambiamento ed ostile al dialogo con le altre religioni, in particolare il giudaismo ed è connotata fortemente a destra..
Con i musulmani il clima è di un’ostilità da guerra guerreggiata favorita dalle sempre più frequenti ed impegnative concessioni che vengono loro elargite e che hanno provocato la caduta dei valori occidentali sotto i colpi di un’entità che sta conquistando, con sempre più voracità, gli spazi occidentali, annullando i valori cristiani.
La caduta di questi valori ha comportato la chiusura delle scuole per la celebrazione di feste islamiche e la scomparsa dei simboli della religione cristiana, in nome dell’accoglienza e della interazione.
Questo è sotto gli occhi di tutti e non si può ignorare che il 26 giugno u.s. a Milano, un corteo, cui hanno partecipato più di mille persone, ha attraversato piazza Duca d’Aosta e via Vittor Pisani, creando disagi anche al traffico. La motivazione era la celebrazione della festa musulmana dell’Ashura.
Tutte queste cose messe insieme dicono che la misura è colma e non cogliere questi segnali è un vero e proprio suicidio della civiltà occidentale, che fornisce pure una chiave di lettura alle vicende della terra di Palestina, terra e non stato e questo è un cardine da non dimenticare.
Anche gli israeliani sono palestinesi che professano un’altra religione, cosa documentata e acclarata dalla presenza di tutte le religioni del mondo nella Città di Gerusalemme, esattamente come era ai tempi del re Salomone.
Israele, però (falsamente) viene considerato un intruso e i motivi sono tanti. Innanzitutto è uno stato democratico, l’unico dello scacchiere, perché semplicemente la democrazia è incompatibile con la religione musulmana; Israele “veste” all’occidentale e le donne sono libere di andare al mare o in piscina indossando quello che vogliono, senza che ci sia nessuno che le “frusti” per una ciocca di capelli; in Israele gli LGBTQ+ possono stare in pace e tranquillità a questo pure dà fastidio. Insomma i nodi ormai sono al pettine e almeno lo scisma nella Chiesa dovrebbe far riflettere pure i più scettici.