Il governo israeliano proroga lo stato di emergenza nazionale fino al 28 luglio

12 Luglio 2026 alle 20:33

Il governo israeliano vota l’estensione delle misure di emergenza nazionale fino al 28 luglio

Il governo israeliano ha votato domenica l’estensione dello “stato di emergenza speciale” per l’intero Paese fino alla fine di luglio, a causa della situazione instabile legata al cessate il fuoco con l’Iran, secondo quanto riportato dai media israeliani in lingua ebraica.

La misura, denominata “Situazione speciale sul fronte interno”, che il governo ha deciso di prorogare fino al 28 luglio, autorizza il Comando del Fronte Interno delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a imporre restrizioni sugli assembramenti pubblici e sulla circolazione dei civili.

La decisione non comporta cambiamenti immediati per la popolazione israeliana, ma consente all’IDF di adottare rapidamente nuove restrizioni qualora emergano nuove minacce da parte di Teheran e dei suoi gruppi alleati nella regione.

La proposta di estendere le misure di emergenza a livello nazionale dovrà comunque ricevere l’approvazione della Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset.

Secondo le note esplicative che accompagnano la decisione del governo, citate domenica dal quotidiano Israel Hayom, la ripresa delle tensioni tra Iran e Stati Uniti ha aumentato i timori che possano ricominciare gli attacchi missilistici contro Israele.

«Alla luce delle valutazioni degli apparati di sicurezza, secondo cui permane un’elevata probabilità di un attacco contro la popolazione civile, le circostanze giustificano l’approvazione della proposta di proroga della dichiarazione», si legge nelle note esplicative.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato venerdì che la sua amministrazione riprenderà i negoziati con l’Iran dopo che Washington ha condotto un nuovo ciclo di attacchi militari contro la Repubblica islamica.

«La Repubblica islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare i colloqui», ha scritto Trump. «Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno comunicato loro, senza lasciare spazio ad ambiguità, che il cessate il fuoco è terminato».

L’esercito statunitense ha colpito 140 obiettivi militari in Iran — il terzo ciclo di attacchi in una settimana — dopo che la Repubblica islamica avrebbe attaccato «in modo palese» la nave portacontainer GFS Galaxy, battente bandiera cipriota, mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito sabato sera dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM).

L’operazione ha coinvolto «aerei da combattimento terrestri e navali, droni e unità navali» e ha preso di mira «siti iraniani per missili e droni, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e strutture di sorveglianza costiera», ha dichiarato CENTCOM.

 

JNS

Il grande archivio di Israele

Abbonamenti de Il Riformista

In partnership esclusiva tra il Riformista e JNS

ABBONATI
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x