Il Mossad svela un piano dell’intelligence iraniana per infiltrare Israele e prendere di mira importanti funzionari

26 Luglio 2026 alle 18:35

L’agenzia di intelligence israeliana Mossad ha reso noti giovedì nuovi dettagli di un’operazione internazionale congiunta che, secondo quanto dichiarato, avrebbe sventato un piano del Ministero dell’Intelligence iraniano volto a infiltrare Israele tramite agenti stranieri e ad assassinare alti funzionari israeliani.

Secondo una dichiarazione diffusa dall’Ufficio del Primo Ministro a nome del Mossad, l’operazione avrebbe portato alla scoperta di una rete nella quale funzionari dell’intelligence iraniana avrebbero reclutato intermediari criminali per creare cellule operative in grado di entrare in Israele, raccogliere informazioni su possibili obiettivi e compiere attentati.

Il Mossad ha affermato che l’operazione è stata condotta in collaborazione con lo Shin Bet (l’Agenzia israeliana per la sicurezza interna) e con servizi di intelligence e sicurezza di diversi Paesi.

La dichiarazione afferma che il Ministero dell’Intelligence iraniano, insieme al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), avrebbe condotto negli ultimi anni una campagna globale contro interessi israeliani ed ebraici, intensificando allo stesso tempo gli sforzi per realizzare attacchi direttamente all’interno di Israele.

Secondo funzionari israeliani, una stretta cooperazione di intelligence e operazioni antiterrorismo avrebbero permesso di sventare decine di piani iraniani in tutto il mondo, impedendo attentati e consentendo indagini criminali e azioni legali contro i responsabili.

Il Mossad ha inoltre dichiarato che numerosi tentativi iraniani, negli ultimi due anni, di reclutare cittadini israeliani o altre persone con accesso a Israele sono stati scoperti e neutralizzati.

Intermediari criminali

Secondo la dichiarazione, il metodo preferito dall’Iran consisterebbe nell’utilizzare organizzazioni criminali come intermediari, così da mantenere una distanza tra Teheran e le attività terroristiche.

Queste reti criminali di “proxy” (cioè gruppi utilizzati come intermediari) avrebbero il compito di reclutare agenti capaci di entrare in Israele per svolgere attività di sorveglianza e, successivamente, realizzare attentati.

L’indagine avrebbe identificato un residente francese, Servet Ozkur, conosciuto con il nome di “Philippe”, come una persona incaricata di reclutare una cellula operativa straniera per infiltrarsi in Israele.

Secondo funzionari israeliani, Philippe sarebbe stato a sua volta reclutato da due presunti criminali, Baba Hajijafan, noto come “Babak”, e Mehmet Nedim Yigit, conosciuto come “Nedim”, che attualmente si troverebbero in Iran sotto la protezione del Ministero dell’Intelligence iraniano.

La dichiarazione sostiene che entrambi gli uomini avrebbero legami con il trafficante di droga Naji Zindashti, che Israele aveva già accusato in passato di collaborare con l’intelligence iraniana per facilitare operazioni terroristiche.

Secondo il Mossad, Philippe avrebbe viaggiato più volte in Iran per ricevere istruzioni operative e pagamenti dai suoi responsabili.

Identificati gli ufficiali dell’intelligence iraniana

L’indagine internazionale avrebbe identificato quattro funzionari dell’intelligence iraniana ritenuti responsabili della gestione dell’operazione:

  • Asadollah Behzadokhsari
  • Vahid Masoumi
  • Mohammad Hosein Zoghi
  • Hamid Ghasemi

Il Mossad ha affermato che Behzadokhsari avrebbe avuto un ruolo centrale nella direzione di attacchi contro obiettivi israeliani ed ebraici e che sarebbe stato ucciso durante l’operazione israeliana denominata “Roaring Lion” contro l’Iran.

La dichiarazione aggiunge che Philippe sarebbe stato successivamente espulso dalla Francia a causa del suo coinvolgimento nella pianificazione di attività terroristiche dirette dall’Iran.

Secondo il Mossad, Babak e Nedim continuerebbero a operare dall’Iran e resterebbero persone di interesse per le agenzie di intelligence di tutto il mondo.

Funzionari israeliani hanno affermato che il caso dimostrerebbe ancora una volta l’utilizzo da parte dell’Iran di reti di intermediari multilivello, con l’obiettivo di nascondere il proprio coinvolgimento diretto nelle operazioni terroristiche ed evitare conseguenze diplomatiche.

Il Mossad e lo Shin Bet hanno dichiarato che continueranno a collaborare con partner internazionali per individuare e contrastare il terrorismo e lo spionaggio iraniano rivolti contro interessi israeliani ed ebraici, sia in Israele sia all’estero.

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