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Israele e Usa lanciano un attacco preventivo contro l’Iran. Teheran risponde lanciando missili. Gli Houthi attaccano navi nel Mar Rosso
di Luca Sablone - 28 Febbraio 2026 alle 09:09
Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran “per rimuovere le minacce nei suoi confronti”. L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa, Israel Katz. La televisione di Stato iraniana ha parlato di esplosioni a Teheran, senza fornire ulteriori dettagli. Le forze armate degli Stati Uniti stanno partecipando attivamente agli attacchi. Funzionari statunitensi ritengono che l’attacco possa risultare “molto più esteso” rispetto ai raid condotti dagli Usa lo scorso giugno contro impianti nucleari iraniani. Una fonte anonima della sicurezza israeliana ha dichiarato a Channel 12 che l’operazione era stata pianificata congiuntamente per mesi. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha denominato “Ruggito del leone” l’operazione militare.
Nello Stato ebraico è in vigore lo stato di emergenza. In diverse zone del Paese sono state attivate le sirene dopo l’individuazione di missili lanciati dall’Iran verso Israele. In questo momento, l’IAF è attiva per intercettare e colpire le minacce laddove necessario per rimuoverle. Il Comando del Fronte Interno ha avvertito i civili di rimanere vicino ai rifugi antiaerei. Si tratta di “un’allerta proattiva per preparare la popolazione alla possibilità che missili vengano lanciati verso lo Stato di Israele”. È scattato il divieto di attività didattiche, assembramenti e luoghi di lavoro, ad eccezione dei settori essenziali.
Colonne di fumo nella zona in cui normalmente risiede la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Nell’area si trovano anche il palazzo presidenziale e la sede del Consiglio di sicurezza nazionale. Ma un funzionario iraniano ha riferito a Reuters che l’ayatollah non si troverebbe a Teheran e sarebbe stato trasferito in una località sicura all’interno del Paese.
I Pasdaran hanno annunciato il lancio dell’operazione “True Promise 4” in risposta all’aggressione Usa-Israele. Il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrain è stato attaccato con missili e droni, insieme alle basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, “oltre a centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele“.
Gli Houthi, il movimento filo-iraniano che controlla ampia zona dello Yemen, hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi commerciali che transitano attraverso il Mar Rosso. Il Consiglio politico supremo degli Houthi in una nota ha espresso “piena e ferma solidarietà alla Repubblica Islamica dell’Iran, alla sua leadership, al suo governo e al suo popolo”, condannando l'”aggressione criminale statunitense-israeliana”. L’attacco è stato descritto come un “crimine grave” e come una “violazione flagrante” della sovranità iraniana.