Israele pianifica una nuova rete di supporto per gli “olim” che prestano servizio nell’IDF
18 Maggio 2026 alle 21:19

Il governo di Israele sta portando avanti una proposta per istituire un’unità all’interno del Ministero dell’Aliyah e dell’Integrazione, con l’obiettivo di fornire supporto ai nuovi immigrati che prestano servizio nell’ Israel Defense Forces, con particolare attenzione ai soldati soli. Lo hanno annunciato domenica quattro ministeri israeliani in una dichiarazione congiunta.
La risoluzione, promossa dal ministro dell’Aliyah e dell’Integrazione Ofir Sofer insieme al ministro della Difesa Israel Katz, al ministro per gli Affari della Diaspora e la lotta all’antisemitismo Amichai Chikli e al Ministero della Salute, è stata formulata alla luce del significativo aumento del numero di olim che hanno scelto di trasferirsi in Israele dall’inizio della “Guerra della Rinascita” nell’ottobre 2023 e di svolgere un servizio militare significativo nell’IDF.
Secondo il comunicato, il nuovo organismo governativo accompagnerà gli olim prima, durante e dopo il servizio militare, in collaborazione con l’IDF e il Ministero della Difesa.
Tra i servizi previsti figurano assistenza personale, miglioramento dell’accessibilità linguistica e culturale dei servizi esistenti, supporto nell’ottenimento dei benefici statali e aiuti supplementari nei momenti di crisi, comprese eventuali ferite riportate durante il servizio.
Anche le famiglie dei soldati residenti all’estero riceveranno assistenza dalla nuova unità.
“Dall’inizio della guerra ho incontrato i genitori dei soldati olim soli durante le mie visite in Francia, Regno Unito e Stati Uniti”, ha dichiarato Sofer.
“Da questi colloqui è emersa con chiarezza la necessità di una struttura di supporto più ampia, accessibile e meglio coordinata per i loro figli, che qui servono da soli per conto dello Stato di Israele. Gli olim che scelgono di venire in Israele, soprattutto in questo periodo, di arruolarsi nell’IDF e contribuire alla sicurezza dello Stato, incarnano il sionismo, la responsabilità reciproca e un profondo impegno verso il popolo ebraico e lo Stato di Israele. È nostro dovere garantire che non vengano mai lasciati soli: né prima del servizio, né durante, né dopo”, ha aggiunto.
Katz ha affermato che Israele è impegnato ad accogliere gli olim arruolati e a garantire che “nessun soldato immigrato venga lasciato solo”.
Chikli ha dichiarato: “Le sfide affrontate dai soldati soli, privi di un sistema di supporto familiare e di solide reti sociali, sono molto più difficili e complesse rispetto a quelle di un soldato cresciuto in Israele. La risoluzione del governo mira a colmare questo divario e a fornire al soldato solo e alla sua famiglia una rete di sostegno che li aiuti ad affrontare con successo il servizio militare, a integrarsi al meglio nella società israeliana e, soprattutto, a garantire che non vengano lasciati soli”.