Israele pubblica il registro operativo dell’IDF 20 anni dopo il rapimento di Gilad Shalit
26 Giugno 2026 alle 21:16

Il Ministero della Difesa israeliano ha pubblicato giovedì i registri operativi degli Archivi delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), risalenti a 20 anni fa, che documentano il giorno del rapimento del soldato Gilad Shalit da parte di Hamas nella Striscia di Gaza.
La mattina del 25 giugno 2006, una cellula terroristica ha infiltrato il territorio israeliano dalla Striscia di Gaza attraverso un tunnel e ha attaccato l’equipaggio di un carro armato del Battaglione 71, operativo nell’area del kibbutz Kerem Shalom, vicino al confine.
Durante il combattimento, due soldati dell’IDF sono stati uccisi e diversi altri sono rimasti feriti, mentre l’allora caporale Gilad Shalit, 19 anni, è stato rapito.
La prima voce nel registro operativo compare alle 5:13 del mattino. Riporta numerose esplosioni udite nell’area di Kerem Shalom, inizialmente ritenute causate da colpi in arrivo.
Un minuto dopo, alle 5:14, nel registro appare la frase: “Ci sono vittime.”
Le successive voci riportano il dispiegamento di ulteriori forze e l’identificazione di terroristi che avevano infiltrato l’area.
Quasi 90 minuti dopo l’inizio dell’attacco, alle 6:40, il primo rapporto segnala che “un soldato risulta disperso dal carro armato”. Quattro minuti dopo, il registro operativo annota la parola in codice “Hannibal”, riferita a una direttiva dell’IDF volta a impedire la cattura dei soldati con ogni mezzo necessario. L’applicazione pratica della direttiva, tuttavia, è da tempo oggetto di dibattito ed è stata ufficialmente revocata nel 2016.
Alle 7:12 viene riportato il ritrovamento di un giubbotto militare e di un elmetto vicino alla recinzione di confine.
Alle 8:00 il soldato viene identificato ufficialmente: “Nome del soldato rapito: Gilad Shalit.”
Il ministero della Difesa ha diffuso i registri manoscritti, scritti in ebraico, che catturano l’incertezza di quelle prime ore e lo sforzo operativo compiuto in tempo reale per capire cosa fosse accaduto sul campo.
Gilad Shalit al telefono con i genitori dopo l’arrivo in Israele dalla prigionia di Hamas
Il soldato israeliano Gilad Shalit parla con i suoi genitori al suo arrivo in Israele dopo essere stato tenuto prigioniero da Hamas nella Striscia di Gaza per cinque anni, nell’ambito di uno scambio di prigionieri, il 18 ottobre 2011. Credito: IDF/Creative Commons via Wikimedia Commons.
Shalit, che è stato tenuto in ostaggio per oltre cinque anni nella Striscia di Gaza, è stato rilasciato il 18 ottobre 2011, dopo 1.941 giorni di prigionia, in cambio di 1.027 prigionieri palestinesi per motivi di sicurezza, tra cui Yahya Sinwar, che in seguito sarebbe diventato il comandante del gruppo e uno dei principali ideatori del massacro del 7 ottobre 2023. Sinwar è stato ucciso dalle forze israeliane nel sud di Gaza il 16 ottobre 2024.
Oggi Shalit conduce una vita privata nel centro di Israele con la moglie, Nitzan. Da quando è stato liberato si è tenuto lontano dai riflettori, facendo solo rare apparizioni, soprattutto a sostegno delle famiglie degli israeliani ancora in ostaggio di Hamas.