Israele si prepara ad affrontare attacchi informatici, razzi e disinformazione nel giorno delle elezioni

14 Settembre 2026 alle 09:40

Il Comitato elettorale centrale israeliano si sta preparando a minacce che vanno ben oltre le tradizionali difficoltà logistiche legate allo svolgimento di un’elezione, tra cui attacchi informatici, disinformazione, operazioni di influenza straniera e la possibilità di una grave escalation sul piano della sicurezza nel giorno delle elezioni.

Naomi Binyamini, rappresentante del Comitato elettorale centrale, ha illustrato la portata dei preparativi durante un briefing con i giornalisti alla Knesset, descrivendo le misure logistiche, tecnologiche e di sicurezza predisposte in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre.

Il comitato impiega normalmente appena 44 persone, ma il suo organico aumenta drasticamente quando viene indetta un’elezione. Durante il periodo di preparazione vengono assunti circa 1.500 dipendenti aggiuntivi, mentre il numero raggiunge circa 100.000 persone il giorno delle elezioni.

L’operazione richiede 250 tonnellate di carta per le schede elettorali, 12 milioni di buste elettorali e circa 18.000 urne. Sono operativi 12.525 seggi e oltre 6.000 seggi speciali accessibili, gestiti attraverso 20 comitati regionali. Circa 52.000 funzionari elettorali vengono formati nell’arco di un solo mese.

Oltre alla sfida logistica, il comitato si sta preparando anche alle minacce nel campo digitale.

Interpellata sulle operazioni di influenza straniera, sulla disinformazione e sull’uso dell’intelligenza artificiale per manipolare gli elettori, Binyamini ha dichiarato che il comitato ha istituito una squadra di monitoraggio dedicata.

«C’è una squadra speciale che monitora questa questione e se ne occupa costantemente», ha dichiarato. «Controlla e verifica dove ci sono tentativi di influenzare impropriamente l’opinione degli elettori».

Il comitato sta prendendo in considerazione possibili operazioni di influenza e intervento da parte di Stati stranieri ostili, mentre la gestione della disinformazione generata dalle campagne politiche interne rivali rimane una questione più complessa, ancora oggetto di valutazione.

Nonostante l’avanzato settore tecnologico israeliano, gli elettori continueranno a votare utilizzando schede cartacee. Secondo Binyamini, gli studi sul voto digitale hanno evidenziato che gli attacchi informatici potrebbero avere un impatto molto maggiore su un sistema elettronico, mentre la fiducia dell’opinione pubblica nel voto digitale rimane relativamente bassa. Anche l’esperienza internazionale ha dimostrato che sono relativamente pochi i Paesi ad aver adottato completamente il voto elettronico.

Il comitato ha comunque introdotto misure di sicurezza tecnologiche. Nell’ultima elezione, a ciascun seggio è stato assegnato un ispettore per l’integrità elettorale dotato di una telecamera dedicata, mentre un’applicazione consentiva di segnalare in tempo reale eventuali irregolarità al comando centrale del comitato.

Lo scenario più grave riguarda la possibilità di un importante attacco sul piano della sicurezza nel giorno delle elezioni. Il comitato dispone di una squadra d’emergenza dedicata, mentre gli addetti ai seggi ricevono istruzioni su come reagire agli allarmi per i razzi e ad altre emergenze, anche durante il conteggio delle schede.

Binyamini ha dichiarato che, qualora Israele dovesse subire un attacco su vasta scala la mattina del giorno delle elezioni, la decisione sull’eventuale prosecuzione delle votazioni verrebbe presa a un livello superiore.

«Sarà impossibile svolgere le elezioni in presenza di un attacco di grandi proporzioni», ha dichiarato.

Circa 6,8 milioni di israeliani hanno diritto di voto alle elezioni del 27 ottobre.

JNS

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