Italia, due guerre alle porte e un Paese sempre più diviso

di Marco Del Monte - 7 Settembre 2026 alle 16:15

Noi occidentali e noi italiani in particolare siamo nel bel mezzo di due guerre che mostrano molte intersezioni tra loro; ancora pensiamo che non ci riguardi, continuando ad aprire le nostre porte a tutti senza problemi.

Nelle nostre città ormai abbiamo un bollettino giornaliero di violenze varie, ma sembriamo quasi rassegnati a subirle.

Non stiamo dando molto peso al fatto che i tre poteri previsti dalla nostra Costituzione sono in lotta tra loro, con grave danno per il Paese. Spesso sui provvedimenti presi dal governo nei confronti di migranti, la magistratura interviene introducendo modifiche, che vanificano le azioni del governo.

In Parlamento, poi, la minoranza chiama la Premier a riferire in aula” per le minime evenienze, a volte ritardando l’adozione di importanti proposte di legge..

Sulle cose più serie, invece, il governo pare del tutto assente e lascia che i comuni guidati dai partiti di opposizione prendano ed attuino tranquillamente provvedimenti che influiscono sulla politica estera. Naturalmente, siccome la politica estera non rientra nelle competenze dei comuni, si deve prendere atto della mancata o insufficiente reazione del governo.

Gli esempi non mancano, vediamone qualcuno. Prendiamo l’atteggiamento nei confronti dell’Ucraina, che il  governo ha deciso di sostenere, aderendo alle sanzioni internazionali contro la Russia.

Ecco spuntare un movimento, il cui leader è schierato apertamente a favore della Russia e che ad ogni sorgere del sole ripete che il sostegno militare dato all’Ucraina va azzerato.

Molti Comuni si schierano apertamente su posizioni contrarie al governo e tutto va avanti come se niente fosse.

Lo stesso schema (elevato all’ennesima potenza) si ripete nei confronti di Israele, con azioni che coprono tutta la gamma di aberrazioni proprie della politica “selvaggia”.

In questo caso gli esempi sono infiniti e vanno dall’esposizione permanente della bandiera quadricolore sugli edifici pubblici al boicottaggio dei farmaci israeliani nelle strutture comunali.

Nel caso dei farmaci, che comprendono anche farmaci salvavita per malattie neurovegetative, non si capisce a cosa serva un’autorità con le prerogative di un Prefetto.

Fino a prova contraria l’Italia mantiene ancora relazioni diplomatiche con Israele che, in teoria, opera nello stesso campo internazionale, per cui il governo adotta misure coerenti e le richieste dei propal”, per fortuna, diventano una sterile e inutile dimostrazione di forza..

A questo proposito, alcuni quotidiani del 3 settembre riportano che molti Stati, in primis la Germania, come la Grecia, la Finlandia, Cipro, stanno firmando dei contratti per acquisire la tecnologia israeliana nel campo della difesa aerea.

Da quanto risulta, l’Italia sta a guardare, cosicché se fosse interessata a qualche lancio proveniente da oltre cortina o dall’Iran, si dovrebbe coprire con le bandiere “quadricolori”, visto che in giro ce ne sono abbastanza da coprire tutto il Paese.

Il cancelliere tedesco ha dichiarato che se la Germania interrompesse la collaborazione con Israele entrambi i Paesi ne avrebbero un danno enorme, soprattutto Israele; la stessa Ucraina potrebbe fornire all’Europa occidentale i suoi droni economici ma, soprattutto, imbattibili.

Noi che ci comportiamo da “maestrine” sullo scenario mondiale dovremmo tener conto che anche l’Estonia ormai è cliente fisso di Israele per la difesa aerea.

La Finlandia, che ha il confine con la Russia più lungo d’Europa (supera largamente i mille kilometri) si sta dotando del sistema israeliano per proteggere le sue infrastrutture più importanti..

Il governo greco che all’interno deve affrontare i suoi propal ha deciso di tagliar corto in maniera drastica sottraendo a questi gruppi ogni possibilità di interdizione: tira dritto per la sua strada, rifiutandosi di anteporre queste manifestazioni di democrazia malata alla incolumità del Paese.

In Italia, invece assistiamo alle esibizioni dei colori palestinesi da parte di attori e registi alla Mostra del cinema di Venezia, naturalmente precedute dall’esclusione di Israele e ai “comitati di accoglienza (negativi)” nei porti ed aeroporti nazionali nei confronti degli israeliani: un vero squallore.

Per quanto si riferisce alle prese di posizione dei governi locali dobbiamo, purtroppo, prendere atto che il governo di destra più longevo che abbiamo sembra non interessarsi ai fatti che, come detto, riguardano la difesa del Paese.

È dimostrato, invece che siamo un Paese spaccato dove anche le opposizioni comandano attraverso la “piazza” che le strutture statali continuano a non contrastare, se non addirittura ad assecondare.

Il grande archivio di Israele

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