La lezione di Trump ai leader europei sulla Flotilla: il discorso inaspettato che sferza l’Ue

di Marco Del Monte - 3 Maggio 2026 alle 08:19

Re Carlo III d’Inghilterra ha compiuto la sua missione in America e, forse per la prima volta da quando è sul trono, ha fatto dimenticare sua madre, la grande Elisabetta II. Donald Trump, il tycoon, il self made man, ha ascoltato una lezione di storia e di stile, con l’aria dello scolaretto, tutto contento del suo grembiule nuovo. Re si nasce, presidente si diventa e, da quello che è successo, sembra che la lezione sia servita, come si è visto nella conferenza stampa che The Donald ha tenuto il giorno dopo. È sembrato di capire che la parentesi negativa con l’Inghilterra sia stata archiviata, mentre il freddo dei rapporti con l’Ue in generale e con Francia, Italia e Germania in particolare sia ai massimi e con la Spagna rottura totale. Stavolta, però, Mr. Trump non è stato volgare, ma duro e deciso. Ha detto le cose come stanno, ricordando a tutti di essere stato lasciato solo in una guerra che interessa tutti, ricordando all’Italia di essere stata assolutamente inutile e alla Spagna di essere stata “orribile”.

Gli è stata rivolta, poi, una domanda circa “l’atto di pirateria” compiuto da Israele nei confronti della Flotilla, abbordata in acque internazionali. La risposta è stata gelida e tagliente: ha detto che non aveva tempo per queste pagliacciate e che non gli piacciono queste inutili messe in scena, facendo chiaramente intendere che, mentre si aspettava un contributo fattivo, l’Europa stava perdendo del tempo andando dietro a cose senza senso. Proseguendo, ha avvertito l’Europa che sta esaminando la possibilità molto concreta di ridurre i contingenti dispiegati sul Vecchio Continente (tra cui ovviamente anche i sistemi di difesa).

I vari leader europei hanno incassato la reprimenda, quasi in silenzio, con l’eccezione del nostro ministro della Difesa, che ha detto di non capirne i motivi. Ciò che ha detto, poi, il nostro ministro degli Esteri spiega il perché della domanda del ministro della Difesa, il quale si è limitato a fare la voce grossa con il governo israeliano, chiedendo “con forza” di restituire subito i cittadini italiani, con ciò dimostrando di aver preso il discorso di Trump dalla coda, come si suol dire. Il presidente intendeva dire che questi “gitanti” andavano fermati dai loro governi, che, invece, li hanno quasi assistiti. Viene anche il dubbio sensato che in questo momento il governo italiano stia rincorrendo le opposizioni, che, ovviamente, l’hanno chiamato a riferire in Aula, chiedendo addirittura l’interruzione di tutti i rapporti con Israele. Che questo lo dica l’opposizione, che non ha assistito al discorso del presidente americano, ci sta, ma che il governo si adegui è incomprensibile. Qualcuno dovrebbe spiegare ai nostri politici che sulle imbarcazioni fermate non c’è traccia di viveri e medicinali, ma ci sono ben altre cose che si usano nei festini e altro, oltre a qualche cassa di champagne, che è meglio non bere nei Paesi caldi, soprattutto se musulmani.

C’è poi chi ha fatto due conti, da cui risulta che finora questa kermesse è costata qualche milioncino di euro, che poteva più congruamente essere speso in beneficienza. A Gaza sta operando l’organizzazione creata da Trump, e rifornimenti e medicine arrivano con una certa regolarità, a dimostrazione che questa nuova scampagnata marinara è soltanto una provocazione. In ogni caso, mentre le parole e l’atteggiamento di Re Carlo III d’Inghilterra hanno giovato a Trump, sembra che agli europei abbiano fatto il giro della testa: mentre questi leader stanno dietro a una cosa inutile, il presidente americano ha fatto il suo “discorso del re”. E c’è da dire: finalmente!

Il grande archivio di Israele

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