La Marina israeliana conduce la più grande esercitazione dal 7 ottobre

8 Agosto 2026 alle 20:01

La Marina israeliana ha condotto questa settimana un’esercitazione su larga scala, la più grande dal 7 ottobre 2023, giorno degli attacchi terroristici guidati da Hamas, svolgendo attività addestrative nel Mar Mediterraneo e nel Mar Rosso.

L’esercitazione, guidata dalla Flottiglia delle Corvette Lanciamissili, ha coinvolto anche la Flottiglia dei Sottomarini, gli Squadroni di Sicurezza Operativa 914 e 916 e il Quartier Generale Operativo. Hanno partecipato centinaia di militari e una vasta gamma di unità navali.

Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), l’esercitazione rientra negli sforzi della Marina di integrare le lezioni operative apprese durante quasi tre anni di combattimenti contro l’Iran e le sue milizie alleate.

Le attività hanno incluso simulazioni di infiltrazioni marittime, combattimenti su più fronti, minacce aeree, missioni di fuoco coordinate e la difesa di infrastrutture strategiche, tra cui piattaforme offshore per il gas naturale, porti israeliani e altre strutture critiche nazionali.

Ulteriori esercitazioni nel Mar Rosso si sono concentrate sul miglioramento del comando, del coordinamento e della cooperazione tra le unità navali.

Le manovre si svolgono mentre la Marina israeliana continua a potenziare le proprie capacità operative in un contesto di crescente minaccia regionale. Il comandante della Marina, viceammiraglio Eyal Harel, punta ad aumentare la flotta di corvette lanciamissili dalle attuali 15 unità fino a 21 navi, ad acquisire nuove navi da guerra multiruolo della classe Reshef e ad ampliare la cooperazione marittima con la Grecia e con partner africani, tra cui Etiopia e Somaliland.

L’esercitazione si è svolta inoltre sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Israele e Turchia. Funzionari israeliani hanno espresso preoccupazione per le presunte intenzioni degli Stati Uniti di riammettere la Turchia nel programma dei caccia F-35, sostenendo che tale decisione potrebbe modificare gli equilibri di potere nella regione.

La scorsa settimana, il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora e la lotta all’antisemitismo Amichai Chikli ha accusato il governo del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan di essere diventato «il centro di comando degli stupratori e assassini di Hamas», mentre il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha recentemente definito Israele «un peso che l’umanità non può più sopportare», in un’intervista a CNN Türk.

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