“Contro la menzogna: la responsabilità della parola”: è un titolo impegnativo quello scelto dall’Associazione Italia-Israele di Firenze, che sarà ospite del Consiglio Regionale della Toscana, per il Convegno che si svolgerà oggi alle 17 nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi, via Cavour 18. L’espressione “la responsabilità della parola” rimanda a valori etici che sono fondamentali per l’ebraismo e per l’intera civiltà occidentale; aiuta a riflettere sul significato del versetto “Non spargerai false dicerie; non presterai mano al malvagio che diventerà falso testimone” (Esodo 23:7), condivisibile da credenti e da laici. Gli organizzatori del Convegno offrono anche un sottotitolo intrigante – “la qualità dell’informazione oggi tra fake news e guerra ibrida” – perché impauriti non tanto dalle armi, quanto dalle menzogne diffuse ad opera di tiranni, di terroristi e dei loro complici.
Non occorre indicare i loro nomi, ma è opportuno ricordare che il 7 ottobre 2023 migliaia di militanti di Hamas e della PIJ, unitamente a molti “civili” gazawi, hanno fatto breccia in territorio israeliano via mare, terra e aria, invadendo oltre 20 comunità, basi israeliane e il sito di un festival musicale. Sotto migliaia di razzi lanciati indiscriminatamente su Israele (Paese piccolo come la Toscana) si sono verificati massacri, mutilazioni, stupri e rapimenti di tutti coloro che i terroristi sono riusciti a raggiungere. Con manifesta euforia, i terroristi hanno torturato bambini davanti ai genitori e genitori davanti ai bambini, arso persone vive, violentato e mutilato sistematicamente decine di donne, uomini, bambini e neonati. E negli ultimi 2 anni e mezzo le atrocità sono continuate con torture, uccisioni in cattività e macabri spettacoli diffusi in rete. Sarebbe stata naturale una reazione unanime da parte dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni internazionali per la tutela dei diritti umani. Queste ultime hanno invece voltato le spalle alle vittime, per scatenarsi poi con veemenza contro Israele che ha cercato di difendersi dalla minaccia esistenziale di Hamas, PIJ, Hezbollah, Iran.
Sconcertante è il dilagante negazionismo accompagnato dal ribaltamento della verità. Nelle università, nelle scuole, nel mondo politico e nelle cerchie amicali, si accetta passivamente la tesi di Israele e degli ebrei comunque colpevoli delle proprie e delle altrui disgrazie, come da duemila anni a questa parte. Non un accenno alla sua Storia e alla sua etica, ai suoi tentativi di pacificazione passati, al ritiro unilaterale da Gaza (“disimpegno” del 2005), che ha visto Israele evacuare civili e militari dalla Striscia di Gaza, successivamente caduta sotto il controllo tirannico di Hamas.
In Israele vivono, con gli stessi diritti degli altri cittadini, oltre 2 milioni di arabi, partiti arabi siedono alla Knesset, da arabi è formato oltre il 40% del personale medico e sanitario, arabi sono stati ambasciatori e giudici della Corte Suprema, araba palestinese è Mouna Maroun, Rettrice dell’Università di Haifa. Dati che sono disponibili a chiunque voglia prenderli in considerazione, eppure raramente i media li riportano. Pochi conoscono i nomi di pacifisti come Vivien Silver, che tre giorni prima di essere uccisa nel pogrom del 7 ottobre aveva organizzato una manifestazione di donne israeliane e palestinesi. Mentre si continua a parlare di “genocidio”, si dimenticano questi e altri dati e si trascura che nei circa 800 chilometri di tunnel di Gaza non ha trovato rifugio un solo civile palestinese. La formula “due popoli, due Stati”, vanificata dallo slogan “dal fiume al mare”, è apertamente incompatibile con lo statuto di Hamas, ma pochi media sembrano accorgersene.
I media, dal 7 ottobre, hanno fatto un pessimo servizio al nostro Paese. Il ribaltamento della verità delle veline di Hamas e della propaganda dei fiancheggiatori del terrorismo è stato preso per oro colato, mentre le dichiarazioni di Idf, Stato d’Israele o di chiunque dissentisse dal “pensiero unico” sono state ignorate o classificate come false. Si è arrivati al punto di impedire il civile confronto proprio in quelle sedi (le scuole, le università) che, per statuto, sono tenute a favorire il dialogo e la conoscenza. La mancanza di spirito critico, l’ignoranza totale della storia in chi ha contribuito alla diffusione di notizie non verificate, hanno fatto sì che persone che non hanno strumenti culturali adeguati cominciassero a credere che Israele sia la causa di tutti i mali del mondo, mettere in dubbio la legittimità dello Stato di Israele, giustificare chi vuole farlo sparire per creare uno stato Judenfrei e Judenrein in mano all’ennesimo regime islamista.
In un momento in cui nel nostro Paese vengono offerte platee d’onore a personaggi votati alla menzogna e alla propaganda per i regimi antidemocratici e violenti, l’Associazione Italia-Israele di Firenze ha organizzato questo evento per sensibilizzare l’opinione pubblica verso un’informazione corretta.