La sinistra italiana non ha a cuore i civili iraniani massacrati dal regime: pensa solo alla bandiera palestinese
di Marco Del Monte - 25 Marzo 2026 alle 10:31
La guerra in Medio Oriente, iniziata il 7 ottobre 2023 e allargatasi progressivamente all’Iran e di nuovo al Libano, non accenna a placarsi, anzi si sta imbarbarendo sempre di più. Dopo circa un mese da quando è stato attaccato direttamente, l’Iran mostra tutto il suo disprezzo per la vita umana, come l’intendiamo in Occidente. Il Paese appare debole agli occhi del mondo, perché è rimasto senza difese aeree, e in Italia, più che in altre nazioni, viene compianto come se fosse l’umile vittima sacrificale del colonialismo sionista.
Sono passati tre anni dal vile attacco di Hamas e, finora, l’Iran sembrava stare alla finestra immersa nei suoi traffici da “borsa nera” per scampare alla bancarotta derivante dal rigido embargo cui è sottoposto. L’Occidente non compiange la popolazione nel mirino degli ayatollah, visto che gira la testa davanti ai 30mila e passa morti trucidati nelle rivolte del gennaio 2026. Il Paese che mostra più interesse verso la causa palestinese, fingendo di credere che l’Iran stia facendo qualcosa per lei, è l’Italia che – anche quando festeggia qualcosa – porta a spasso la bandiera palestinese, senza curarsi di cosa abbia fatto l’Iran in questi tre anni.
Da quello che anche i nostri sonnolenti media riportano, il Paese degli ayatollah ha accumulato e nascosto sotto terra un inestinguibile numero di missili a corto, medio, lungo e lunghissimo raggio, ma soprattutto testate armate con bombe a grappolo che sta generosamente lanciando contro Israele. L’Italia dovrebbe essere presa da tutt’altri problemi, ma i partiti all’opposizione, invece, coltivano e spendono l’immagine del Paese come se fosse il fanciullo immaginato da Friedrich Nietzsche nella sua opera “Così parlò Zarathustra”; quel fanciullo era il simbolo dell’innocenza e della fiducia nel mondo; al contrario non è, vista l’indifferenza e a volte l’acredine che nutre verso tutto ciò che proviene da Israele.
Gli ebrei italiani, come quelli residenti in Occidente, sono oggetto di attacchi continui che appaiono (e sono) provenienti da sinistra; è logico, quindi, che tutto ciò che viene da quel settore venga visto con comprensibile circospezione, mentre si guarda con occhio più tranquillo l’attuale governo che intrattiene buoni rapporti con gli Stati Uniti, unico Paese ad appoggiare fisicamente Israele. La sinistra, in questi ultimi due anni, ha sostenuto e appoggiato mille manifestazioni di piazza in cui sono state quasi sempre bruciate le bandiere degli Stati Uniti e di Israele, mentre sventolavano le bandiere palestinesi e molti Comuni si sono spinti a boicottare anche i farmaci provenienti da Israele, oltre a dispensare cittadinanze onorarie.
Poche sere fa il Tg5 ha dato la notizia che in un ospedale italiano si sta applicando con successo una tecnica israeliana che sta risolvendo l’Alzheimer e il Parkinson, oltre a diversi tipi di tumore cerebrale, fin qui ritenuti incurabili. C’è da chiedersi come mai questi solerti custodi delle vicende “arabe” non ne abbiano ancora richiesto il boicottaggio, così come hanno fatto con molti prodotti che curano la SLA. Tanto è l’odio che questa parte del Paese nutre nei confronti degli ebrei che si può anche sacrificare qualche malato italiano alla causa. Per rimanere in tema, anche i feriti nell’incendio di capodanno in Svizzera sono stati salvati da un unguento israeliano, ma la notizia è rimasta nelle pieghe dei mezzi di informazione e, forse, per quei malati è stato meglio così, perché almeno si è evitato che qualche esaltato andasse a interrompere le cure. D’altro canto, in Inghilterra quattro mezzi di soccorso di proprietà di una struttura sanitaria ebraica sono stati dati alle fiamme.
Tornando alla guerra in corso, il “fanciullo italiano” finge di non capire per quale motivo Israele veda male i periodi di tregua “concessi” all’’Iran, ad Hamas e ad Hezbollah, ignorando che dal novembre 2024, inizio della tregua in Libano, Hezbollah è risorto, riarmandosi, così come Hamas a Gaza ha ripristinato i tunnel faticosamente distrutti da Israele; ed entrambi si sono riarmati fino ai denti. Per quanto riguarda l’appoggio agli Usa (e a Israele) contro un regime che ha ucciso barbaramente i suoi dissidenti e che usa bombe a grappolo sui civili israeliani, possiamo dare per certo che se questo governo cadrà, il nuovo ne parlerà solo ed esclusivamente in senso negativo. Come diceva Cicerone, “mala tempora currunt”, cui possiamo solo aggiungere “sed peiora parantur”.