La Svizzera aprirà i dossier segreti su Josef Mengele, “L’angelo della morte” di Auschwitz

17 Maggio 2026 alle 21:16

Il Servizio federale d’intelligence della Svizzera concederà l’accesso ai dossier su Josef Mengele, criminale di guerra nazista, dopo anni di richieste respinte da parte degli storici che volevano verificare se il medico del campo di sterminio tedesco avesse trascorso un periodo a Zurigo mentre pendeva su di lui un mandato d’arresto internazionale.

Mengele, soprannominato “l’Angelo della Morte” per i suoi esperimenti sadici sui prigionieri del campo di sterminio di Auschwitz II-Birkenau, fuggì in Sud America dopo la Seconda guerra mondiale, ma in seguito tornò in Europa come turista, visitando la Svizzera almeno una volta nel 1956 per una vacanza sugli sci con il figlio.

Gli storici sospettano da tempo che Mengele sia rientrato in Europa — in particolare in Svizzera — dopo l’emissione di un mandato di cattura da parte della Germania Ovest nel 1959. I ricercatori scoprirono che sua moglie aveva affittato un appartamento a Zurigo vicino all’aeroporto internazionale e che la polizia locale aveva osservato un uomo non identificato entrare nell’abitazione.

La decisione di aprire gli archivi, annunciata all’inizio del mese, è arrivata dopo un ricorso pubblico presentato da uno storico, dopo anni di rifiuti da parte delle autorità svizzere. Non è stata ancora fissata una data per la rimozione delle restrizioni.

Mengele fu medico capo ad Auschwitz tra il 1943 e il 1944 ed era responsabile del processo di selezione dei deportati, decidendo chi dovesse vivere e chi morire.

Secondo il museo della Shoah Yad Vashem, inviò circa 400mila persone alle camere a gas. Il capitano delle SS fu inoltre responsabile degli esperimenti medici condotti sui prigionieri del campo.

Come molti altri ufficiali nazisti, Mengele riuscì inizialmente a fuggire dall’Europa utilizzando documenti di viaggio della Croce Rossa ottenuti sotto falsa identità presso il consolato svizzero di Genova.

Morì in Brazile nel 1979, all’età di 67 anni, senza essere mai stato processato per i suoi crimini, nonostante le autorità argentine conoscessero la sua vera identità.

JNS

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