L’asse tra Israele e Cipro: così è stata stroncata sul nascere la sceneggiata della Flotilla
di Marco Del Monte - 2 Maggio 2026 alle 08:19
Nel bel mezzo di una crisi internazionale senza precedenti, c’è ancora chi gioca col fuoco. Ci si aspetterebbe prudenza da tutti gli attori, ma più passa il tempo, più ci si accorge che siamo in mano a degli irresponsabili e a governi sempre più deboli che li assecondano. I mezzi di informazione non aiutano la gente comune a capire. Anzi, fanno a gara a chi riesce meglio a confondere le idee, a cominciare dal fatto che tutti (o quasi) parlano della guerra in Ucraina, della guerra di Gaza, di quella del Libano e, dulcis in fundo, di quella scatenata dagli Stati Uniti d’America e Israele contro l’Iran, come di guerre separate e a sé stanti. Secondo questa logica insana, l’ultima sarebbe non solo immotivata, ma soprattutto illegittima, perché due Stati sovrani hanno attaccato uno Stato terzo, inerme e pacifico. Niente di più falso, innanzitutto perché tutte queste guerre sono interconnesse tra loro, e poi perché l’Iran è la causa principale di tutte le guerre dello scacchiere.
Non bisogna dimenticare che gli ayatollah, dopo un anno appena dalla presa di potere, hanno attaccato l’Iraq, con il quale hanno ingaggiato una sanguinosissima guerra durata otto anni, vinta poi dall’Iran. Da quel momento, la Repubblica islamica dell’Iran si è messa contro tutti gli Stati affacciati sul Golfo Persico e ha ingaggiato una sorda guerra con Israele, ritenuto “il cancro del Medio Oriente”, naturalmente da estirpare. L’Iran negli anni ha costruito una “cintura di fuoco” attorno a Israele, finanziando, armando e istruendo milizie irregolari sempre più agguerrite. A Gaza si è insediato Hamas, nel sud della penisola arabica sono posizionati gli Houthi e nel Libano meridionale Hezbollah. Sono seguite circa dieci guerre, tutte combattute dall’Iran per interposta persona, e che hanno costretto Israele a dedicare la maggior parte del suo bilancio alle spese militari.
L’Iran non si è limitata a questo, ma ha intessuto una fitta rete internazionale tesa a isolare Israele e, poi, si è dedicato allo sviluppo di un programma nucleare, che gli permettesse di disporre di un’arma atomica, per completare il suo programma di distruzione. Ha fatto valere la sua vicinanza alla Russia di Putin, intessendo un fitto scambio di informazioni e di armamenti, che hanno consentito alla Russia di non soccombere in Ucraina. Circa un anno dopo che la Russia ha attaccato l’Ucraina, l’Iran con i suoi proxy ha dato il via alla guerra del 7 ottobre 2023 che, forzatamente, si è scissa in tre filoni. L’attacco a Israele è avvenuto da Gaza ed è stato condotto da Hamas; questa fase, che ha visto gli altri alleati dell’Iran quasi in sordina, è durata circa un anno, al termine del quale si è aperto il fronte nord con Hezbollah. Questa svolta ha oscurato Gaza, con tutto l’orpello di accuse che il mondo intero ha mosso nei confronti di Israele, tra cui l’accusa di genocidio. All’intensificarsi della guerra sul fronte Nord, si sono oscurati i riflettori su Gaza, cosicché una “banda di volenterosi” ha messo in piedi una “vacanza studio”, armando una piccola flotta, chiamata (di nuovo) Global Sumud Flotilla, allo scopo di portare qualche chilo di pasta a Gaza, forzando il blocco israeliano. La prima “rappresentazione” è fallita, ma ha dato modo di appurare che queste barche non trasportavano un bel niente, dando corpo ai sospetti che si trattasse di una pura e semplice azione di disturbo.
Nel frattempo, l’Iran intensificava gli attacchi, mettendo in moto gli Houthi del sud e incrementando la produzione di uranio arricchito, costringendo gli Usa e Israele a condurre un primo attacco ai siti nucleari iraniani, con una serie di raid, in un conflitto durato dodici giorni, nel mese di giugno 2025. Nessuno degli impegni assunti dall’Iran in questo cessate il fuoco è stato mantenuto, mentre Usa e Israele avevano informazioni sempre più allarmanti sul programma nucleare iraniano, fino a che non è stato rotto il cessate il fuoco, con una serie di raid aerei che hanno azzerato tutti i vertici religiosi e militari del Paese. La guerra dura ormai da quasi due mesi ed è in una situazione di stallo, dovuto a un atto di pirateria, con il quale l’Iran ha bloccato lo Stretto di Hormuz, con un blocco illegittimo.
Di Gaza, ovviamente, non si sentiva più parlare, e allora ecco la magnifica idea di resuscitare la vecchia idea, inviando una nuova Flotilla più numerosa e strutturata. Questa volta Israele ha agito prima e l’ha intercettata nelle acque greche di Creta, svegliando le “oche” del “Campidoglio”, che hanno subito tacciato Israele di pirateria (alle stravaganze non c’è mai fine). La nuova crociera non è stata interrotta, quindi, in acque internazionali, ma in quelle greche, non lontane dall’isola di Cipro, dove Israele ha una base aerea. È un fatto che l’Aeronautica israeliana si esercita a Cipro, istruendone anche i piloti, a seguito di apposito accordo. Israele ha degli accordi commerciali e militari con Cipro, e questa unione è stata dimostrata dal fatto che l’Iran ha più volte colpito l’isola in questi ultimi tempi. Siamo alle battute finali, in tutti i sensi; a bordo delle imbarcazioni fermate non sono stati trovati viveri, ma droga e profilattici. Sorge una curiosità: ma la popolazione di Gaza non è in diminuzione a causa del genocidio?