Le forze israeliane sequestrano una mitragliatrice nei pressi di una base dell’IDF nell’area di Hebron

17 Settembre 2026 alle 20:36

Le forze di sicurezza israeliane hanno sequestrato la scorsa settimana una mitragliatrice che si affacciava su una struttura delle Forze di difesa israeliane (IDF) nei pressi di Hebron, in Giudea e Samaria, ha riferito giovedì la polizia israeliana.

Secondo quanto dichiarato dalla polizia, si trattava di una MG-34, sviluppata in Germania negli anni ’30 e utilizzata come mitragliatrice standard dalle forze armate della Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale. L’arma era stata collocata sul tetto di un edificio residenziale. Sono stati inoltre recuperati circa 100 proiettili calibro 7,62 mm.

Il ritrovamento è stato possibile grazie a informazioni di intelligence relative a una recente prova sul campo dell’arma in questione, ha riferito la polizia.

«È stata utilizzata nei conflitti locali [tra palestinesi] e potrebbe essere impiegata per destabilizzare la situazione della sicurezza nella zona», si legge nella dichiarazione. L’arma e i proiettili saranno sottoposti ad analisi forensi per cercare di individuare i sospetti, ha aggiunto la polizia.

In un’operazione separata nel villaggio di Beit Ummar, le forze di sicurezza hanno sequestrato una pistola mitragliatrice del tipo Carlo e arrestato un palestinese sulla trentina, prosegue la dichiarazione.

Mercoledì sera, durante un’operazione nel villaggio di Fasayil, nella Valle del Giordano, le forze hanno rinvenuto anche un fucile da caccia, ha riferito la polizia.

Sempre mercoledì, durante un’incursione nel campo di Shuafat, a Gerusalemme, le forze di sicurezza hanno trovato munizioni calibro 5,56 mm, parti di un fucile M16 e un giubbotto antiproiettile in ceramica. Nell’operazione è stato fermato un sospetto arabo-israeliano sulla ventina.

Secondo la polizia, le operazioni miravano ad «aumentare la sicurezza dei cittadini dello Stato di Israele ovunque si trovino, contrastando in modo proattivo il coinvolgimento di queste armi pericolose in attività criminali o terroristiche».

Separatamente, questa settimana l’emittente israeliana Channel 14 ha riferito che il mese scorso la polizia ha arrestato un uomo di 24 anni di Qalansawe, una città arabo-israeliana nei pressi di Netanya, con l’accusa di essere coinvolto in una rete di traffico di armi e di esseri umani collegata a criminali palestinesi in Giudea e Samaria.

Secondo quanto riportato, l’uomo, Mohammed Abu Ras, era stato coinvolto in un’operazione sotto copertura nella quale un agente di polizia aveva indotto dei trafficanti d’armi a vendergli un fucile M16 e una pistola. Successivamente la polizia aveva arrestato i venditori e fatto irruzione nel complesso di Qalansawe, dove aveva arrestato anche Abu Ras. Durante il blitz, gli agenti avevano inoltre trovato sei palestinesi che si trovavano illegalmente in Israele.

Secondo il servizio, Abu Ras aveva lavorato come istruttore per giovani considerati ad alto rischio di intraprendere una vita criminale. Non aveva precedenti penali. La polizia sarebbe riuscita a identificarlo grazie a un’impronta digitale lasciata su un ordigno esplosivo inesploso rinvenuto a Qalansawe. Gli investigatori avrebbero confrontato quell’impronta con una fotografia del dito di Abu Ras, ottenuta dal suo cellulare dopo che era stato sospettato di traffico di armi, secondo quanto riportato da Channel 14.

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