L’esibizione del musicista israeliano Cherniak è un successo: dalla Sicilia un fiore nel deserto

di Ruben Della Rocca - 25 Giugno 2026 alle 14:51

Nel deserto culturale che porta ad allontanare ogni forma artistica provenga da Israele, una luce in fondo al tunnel ci arriva dalla meravigliosa Sicilia. Crocevia da secoli di mondi e culture che si incontrano e si fondono, la bellissima isola italiana ha ospitato nei giorni scorsi “Musica in natura”. Sotto il Monastero di Santa Chiara, si è tenuto il concerto di Eliana Miraglia con la partecipazione del Maestro Yaron Cherniak. La violoncellista – grazie alla generosità del medico Giuseppe Virzì di Caltanissetta, che ha messo a disposizione la villa di famiglia con il suo Parco del Monastero e il suo anfiteatro naturale, la Miraglia – si è potuta esibire assieme al musicista israeliano di fama internazionale Cherniak.

Grazie all’associazione locale Bnei Efraim, guidata dalla infaticabile Nazzarena Condemi, Eliana Miraglia – cresciuta in seno al gruppo – è divenuta con le sue grandi qualità la direttrice artistica nonché protagonista del progetto e ha individuato in Cherniak il partner artistico per il concerto, in un repertorio fatto di antichi suoni dal sapore mediorientale. L’esibizione della coppia di musicisti ha avuto un grande successo, e soprattutto non ha subìto la minima contestazione. Sembra assurdo doversi rallegrare per questo, ma in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo questo appuntamento siciliano rappresenta lo spuntare di un fiore in un campo arido.

“Abbiamo trattenuto il fiato fino alla fine – racconta la presidente di Bnei Efraim, Nazzarena Condemi – ma è andato tuto bene, e il concerto è stato meraviglioso”. Bnei Efraim si occupa di creare ponti tra culture e legami con Israele e il mondo ebraico, nonché di lotta all’antisemitismo e all’antisionismo. La stessa Eliana Miraglia, che ha studiato musica a Tel Aviv e a Gerusalemme, in un post sui social ha ringraziato la famiglia Virzì per l’ospitalità e la possibilità a lei concessa di esibirsi, e si è rallegrata con il collega Cherniak per aver scelto di salire con lei sul “treno” della speranza e dell’incontro tra popoli e culture.

Nelle sue parole, la musicista siciliana ribadisce che la cultura costruisce e abbatte distanze che a volte sembrano incolmabili. “È la musica con la sua universalità a essere uno dei linguaggi più potenti per unire gli esseri umani”, conclude Eliana Miraglia. E non si può che essere d’accordo con lei. Un plauso quindi doveroso al dottor Giuseppe Virzì, che ha sostenuto un progetto non semplice, visto il momento critico di antisemitismo che si sta vivendo, e a Luca Miccichè, presidente della pro loco, figura essenziale nella coordinazione della logistica dell’evento. L’augurio è che nei giorni a venire termini l’ostracismo verso gli artisti israeliani e si torni a poter godere delle loro opere e delle loro immense capacità di espressione in ogni forma, dalla musica alla letteratura, dalla scultura al pensiero. Israele rappresenta una risorsa fondamentale per l’umanità anche in questi campi, e non ne possiamo fare a meno, soprattutto se la causa è un odio incomprensibile e inaccettabile.

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