L’Occidente è in letargo: si arrende al fanatismo religioso di matrice islamica. Il prossimo passo è la Sharia?
di Mirko Bettozzi - 14 Luglio 2026 alle 11:35
Gli ebrei: nemmeno venti milioni su un totale di otto miliardi di persone che popolano il Pianeta, poco più dello 0,2% della popolazione mondiale. Sparsi in ogni parte del globo perché da sempre perseguitati, nell’arco di oltre duemila anni sono stati costretti a fare i lavori più umili e spesso sono stati interdetti dal ricoprire cariche pubbliche importanti. Nonostante ciò, sono riusciti a tenere una propria identità stabile, quasi immutata nel tempo. All’interno della comunità ebraica è forte il senso di solidarietà; anche se sparsi agli angoli opposti del pianeta hanno mantenuto saldi contatti tra di loro. Forse la loro più grande caratteristica è quella di aver sempre portato contributi positivi nei Paesi in cui sono emigrati, specialmente dal punto di vista culturale ed economico.
Proprio quest’ultimo aspetto della loro esistenza è quello che più genera invidia negli altri, al punto da invalidare l’immenso valore del primo, ed è quello che più è servito come scusa per attaccarli. Il motivo del loro successo a livello finanziario è però semplice ed è esplicitato nei Testi Sacri: per gli ebrei, riuscire a ottenere ottimi profitti è segno della benedizione divina per la propria laboriosità, per i cristiani invece l’attaccamento al denaro è qualcosa di negativo che allontana da Dio.
Forte è anche il loro rispetto delle regole e il senso di correttezza negli affari. Proprio per tutte queste peculiarità positive che denotano il popolo ebraico, la notizia che una imprenditrice immobiliare di origini ebraiche stia spingendo la propria comunità a investire in Puglia dovrebbe far ben sperare per la nostra economia. Su forum e piattaforme social, che rappresentano un ottimo indice di riferimento per verificare quale sia il pensiero dominante tra la massa, molte persone hanno invece espresso apertamente le proprie preoccupazioni sull’eventualità di una possibile “colonizzazione” dell’Italia da parte degli ebrei. Fin qui la cosa tutto sommato – anche se grottesca – non sarebbe allarmante; ad esserlo sono però i commenti apparsi subito dopo: “I satanisti ci vogliono comprare”, “Stiamo svendendo l’Italia a degli assassini”, indirizzati ai nuovi investitori. Un po’ come quelli carichi d’odio rivolti qualche settimana fa a Erri De Luca, escluso dalla prolusione di apertura del Festival Salerno Letteratura perché reo di aver confessato di parteggiare per gli ebrei, non per i palestinesi.
Che sia in atto nel nostro Paese una becera propaganda antisemita è un dato di fatto, che la massa non abbia nessuna difesa cognitiva verso il fanatismo ideologico è altrettanto evidente. E, questo sì, è davvero preoccupante. Seguendo l’assunto “il numero è potenza”, bisogna volgere ancora una volta lo sguardo ai grafici demografici, strumenti questi che dovrebbero essere il punto di partenza per analizzare i fatti restando ancorati alla realtà. Come già ricordato, gli ebrei in tutto il mondo non raggiungono la cifra di venti milioni; tra questi la fascia “giovane”, quella cioè che va da 0 a 14 anni, è composta da circa il 27% del totale e di questi una grandissima percentuale è nata da coppie miste, dove cioè uno dei due genitori non è ebreo. Di conseguenza, difficilmente i figli di queste coppie diverranno estremisti religiosi. Per converso però la popolazione araba musulmana nella stessa fascia di età è composta da circa trecento milioni di individui, e molti di questi vengono indottrinati già da piccoli all’odio nei confronti degli occidentali.
Gli ebrei che risiedono in Italia sono circa trentamila, sono stabili qui da secoli e non hanno mai dato problemi; al contrario hanno sempre contribuito in maniera positiva alla società (vale la pena sottolineare che molti di loro combatterono in trincea per l’Italia durante la Prima guerra mondiale ed ebbero un ruolo attivo nelle file della Resistenza durante la Seconda, nonostante le discriminazioni e le deportazioni subite dopo le leggi razziali). I musulmani presenti in Italia sono in costante aumento: attualmente contano circa tre milioni e, anche se molti di loro sono integrati e si distinguono per essere grandi lavoratori, è vero anche che, specialmente quelli di etnia marocchina, che da soli rappresentano circa un sesto dei musulmani presenti nel nostro Paese, sono fotografati da una statistica sfavorevole per quanto riguarda le propensione a non rispettare le regole e a compiere attività criminose.
Molti giovani musulmani di seconda generazione stanno poi dando vita al preoccupante fenomeno del fanatismo religioso di matrice islamica e non nascondono di voler imporre la Sharia (la legge islamica) in tutto l’Occidente. È sempre più evidente che, quando l’ideologia governa il pensiero, la realtà appare un racconto di fantasia dove i personaggi vengono chiamati a ricoprire il ruolo del buono o del cattivo a discrezione dell’autore, che in questo caso non è altro che il giornalista di riferimento o il politico per cui teniamo. È ovvio che in una situazione così inquinata da pregiudizi, dove ad avere la meglio è la propaganda antiebraica, il problema possono diventare imprenditori di successo che vengono a investire milioni di euro, mentre la soluzione la si trova in una massa di fanatici pronti a sovvertire la democrazia. Se veramente si volesse trovare un punto per cui preoccuparsi sull’acquisto di terreni al fine di edificarli sta nel luogo incontaminato che andrebbero a deturpare. Ecco, questo probabilmente è il vero punto da chiarire e quello su cui focalizzare l’attenzione, non certo sul fatto che chi compra è di religione ebraica.