FIRMA ANCHE TU – Albanese fuori dall’Onu

di Redazione - 13 Febbraio 2026 alle 16:37

Il castello di carte di Francesca Albanese, la controversa Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, sembra destinato a crollare sotto il peso di una pressione diplomatica internazionale senza precedenti. Dopo le durissime prese di posizione di Parigi e Berlino, oggi è l’Italia a sferrare l’attacco decisivo, mettendo a nudo quella che molti osservatori definiscono una sistematica campagna di delegittimazione dello Stato d’Israele condotta dall’interno delle istituzioni internazionali.

L’affondo di Ester Mieli: “Fake avvocato e propagandista”

La senatrice di Fratelli d’Italia, Ester Mieli, è stata durissima nel commentare le ultime sortite della funzionaria ONU. In una nota ufficiale, la senatrice ha definito l’Albanese una “maestra in propaganda antisemita”, sottolineando la totale incompatibilità tra le sue posizioni ideologiche e il ruolo di “garante” che dovrebbe ricoprire.

“La fake avvocato Francesca Albanese è inadeguata per il ruolo di Relatrice Speciale ONU. Condividiamo le parole del Ministro degli Esteri Antonio Tajani: i suoi comportamenti e le sue iniziative non sono adeguate a un organismo di pace.”

Il riferimento al “curriculum” della Albanese non è casuale: da anni organizzazioni come UN Watch documentano dichiarazioni in cui la Relatrice ha descritto gli Stati Uniti come “soggiogati dalla lobby ebraica” e ha minimizzato le atrocità compiute dai terroristi di Hamas, arrivando a giustificare la “resistenza” armata.

Fratelli d’Italia lancia una raccolta firme ufficiale:

Un coro internazionale contro il pregiudizio

Le parole della Mieli arrivano a poche ore di distanza dalle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha ribadito che l’operato dell’Albanese ha ormai superato i confini della critica politica per sfociare in una faziosità che mina la credibilità delle stesse Nazioni Unite.

Il caso Albanese è esploso definitivamente dopo che la Relatrice, durante un recente forum, avrebbe definito Israele un “nemico comune dell’umanità”, scatenando l’ira dei partner europei. Per un sito come il nostro, che monitora quotidianamente la sicurezza dello Stato ebraico e la diffusione dell’antisemitismo moderno (spesso mascherato da antisionismo), il profilo dell’Albanese rappresenta l’esempio plastico di come certi organismi ONU siano stati infiltrati da un’agenda dichiaratamente ostile a Gerusalemme.

Perché le dimissioni sono l’unica via

I Relatori Speciali ONU sono tenuti, per statuto, a una “rigorosa imparzialità”. Tuttavia, i fatti dicono altro:

  • Negazionismo del 7 ottobre: Albanese ha più volte contestato la natura antisemita del massacro compiuto da Hamas.

  • Sanzioni USA: La sua vicinanza a retoriche estremiste l’ha portata a finire sotto la lente delle autorità americane.

  • Isolamento diplomatico: Ormai Italia, Francia, Germania e Stati Uniti concordano sul fatto che la sua presenza danneggi il processo di pace e la dignità delle vittime.

La domanda che la comunità internazionale si pone ora è semplice: per quanto ancora il Segretario Generale Guterres permetterà che una “attivista politica” utilizzi il marchio ONU per diffondere odio contro l’unica democrazia del Medio Oriente?

Il grande archivio di Israele

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