Pannella, l’amico di Israele ignorato dall’Occidente: si batté sempre al fianco dello Stato ebraico
di Marco Del Monte - 21 Maggio 2026 alle 08:19
Il 19 maggio 2026 si è compiuto un decennio dalla morte di Giacinto Pannella (detto Marco), l’ultimo serio libertario vissuto nel nostro Paese, sempre ai bordi della società, ma capace di coagulare intorno a sé masse ed élites, progressisti e conservatori, senza per altro ricevere il giusto merito in termini elettorali. Il Partito radicale era un partito “di nicchia”, per così dire, e poco adatto a governare un Paese, votato solo a portare avanti problematiche che interessavano tutti, ma che nessuno come Pannella poteva rappresentare. Non dimentichiamo la grande stima che aveva di lui Silvio Berlusconi o una grande firma del giornalismo italiano come Indro Montanelli. Pannella ha sempre portato avanti e vinto grandi battaglie per i diritti umani e, grazie a lui, l’Italia si allineò agli altri Paesi europei, introducendo l’idea della legalità del divorzio e permettendo l’uscita alla luce del sole di coppie clandestine, che molto spesso creavano disagi inenarrabili ai figli. Si batté per la giustizia “giusta” e contro il sovraffollamento delle carceri; ultima sua battaglia combattuta a colpi di scioperi della fame che ne hanno minato il fisico.
Uomo di grandi vedute, riusciva a intaccare le certezze delle classi borghesi, cercando di togliere dalle mani delle mafie il commercio di droghe leggere. Per capire questo passaggio basterebbe soffermarsi sull’invasione delle droghe pesanti e sui tristi effetti che hanno sulla salute mentale dei giovani. In politica estera era lungimirante e accorto, e aveva una visione del Medio Oriente del tutto personale, ma sicuramente logica e giusta. Di fronte alla situazione di stallo, tuttora in piedi, si soffermava spesso sull’importanza di aggregare Israele a un organismo internazionale che lo togliesse dall’isolamento, cui lo hanno sempre condannato i suoi vicini. Pannella si batté in tutti i modi che gli erano abituali per cercare di convincere i Paesi europei a far entrare lo Stato di Israele nella CEE dapprima, e nella Ue dopo, proponendo anche una sua affiliazione alla Nato. Secondo lui, i Paesi “arabi” sarebbero stati trascinati nel meccanismo e il problema palestinese sarebbe stato risolto.
Naturalmente, per motivi politici legati alla grande dipendenza dell’Occidente dal petrolio degli Stati Arabi, questa perfetta visione della situazione non fu attuata. Anzi, oggi l’isolamento di Israele è aumentato a dismisura, con la reazione inversa e inattesa sviluppatasi dopo il 7 ottobre 2023. Nel frattempo, in questo decennio, in cui nessuno è riuscito a sostituire Pannella, è nato il movimento BDS (boicotta, disinvesti, sanziona), ormai un tutt’uno con la nostra ottusa sinistra; realtà che, sposata dai vari movimenti pro-Pal che tendono a emarginare Israele dal contesto internazionale, sta creando problemi non da poco. Per esempio il boicottaggio della casa farmaceutica Teva sta costringendo quest’ultima a chiudere degli stabilimenti in Italia, con conseguenti licenziamenti, di cui i sindacati si lamentano (ma intanto vanno in piazza a difendere la Flotilla).
Pannella aveva anche una lucida visione di quello che stava succedendo con la progressiva invasione islamica dell’Occidente, e cercò di rendere noto il suo pensiero. Dieci anni fa soltanto poche menti illuminate, come lo stesso Pannella o Oriana Fallaci, videro cosa stava accadendo intorno a noi. Per facilitare la comprensione del pensiero di Marco Pannella faccio due esempi, uno dei quali riguarda la sfida tra sole e vento per riuscire a far togliere il mantello a un viandante. Cominciò il vento che investì il malcapitato di raffiche gelide sempre più forti, ma più diminuiva la temperatura e più l’uomo si stringeva nel suo mantello; al sole, invece, bastò mostrarsi in un’aria tiepida e calma per vincere la sfida. L’altro esempio è scientifico e si basa sullo studio dell’effetto che ha l’isolamento sui ratti; dapprima un esemplare viene messo insieme a dei topi normali, molto più piccoli, in un’area aperta; non succede niente e ognuno continua a fare la sua vita. Se, però, il ratto viene isolato in una gabbia e poi questa viene messa tra gli altri topi, l’animale diventa aggressivo e tenta in tutti i modi di uscire; se si apre la sua gabbietta all’improvviso, il ratto esce e fa una strage di topi.
Pannella soleva dire che l’Occidente si poteva difendere, rinforzando le mura di Gerusalemme. Ma i grandi uomini, si sa, hanno la “condanna” di non essere ascoltati o, tutt’al più, di essere tacciati di cassandrismo o, nella migliore delle ipotesi, dei grilli parlanti da ignorare o schiacciare.