Rassegna stampa del 1 maggio 2026

La rassegna di oggi è segnata da una doppia tensione: da un lato l’escalation tra Stati Uniti e Iran, dall’altro il confronto politico e mediatico su Israele, tra accuse, narrazioni contrapposte e riflessi sempre più forti nel dibattito europeo.

La doppia morale degli attivisti

L’articolo individua un nodo centrale del dibattito: l’asimmetria con cui vengono giudicati attori e comportamenti nel conflitto. Il punto non è la singola polemica, ma il criterio con cui si costruisce il giudizio pubblico, spesso selettivo e incoerente. Il pezzo ha il merito di portare il discorso su un piano più ampio, mettendo in evidenza una dinamica che attraversa media, politica e mobilitazioni.

L’Iran minaccia: «Gli americani in fondo al mare». Trump: «Tempesta ormai inevitabile»

Un articolo solido che ricostruisce l’innalzamento dello scontro tra Stati Uniti e Iran, chiarendo il livello della tensione e le rispettive posizioni. Il quadro è chiaro e ben documentato, ma resta concentrato sulle dichiarazioni senza sviluppare fino in fondo le implicazioni strategiche.

Se Tel Aviv si trasforma in uno Stato canaglia

L’articolo costruisce una tesi fortemente accusatoria fin dal titolo, riducendo la complessità del conflitto a una qualificazione unilaterale. Il contesto scompare, le dinamiche regionali non vengono analizzate e il linguaggio orienta la lettura in modo esplicito. Non è un’analisi: è una presa di posizione costruita per confermare una tesi pregiudiziale.

Intervista a Ehud Barak: “Disobbedienza civile contro Bibi”

Chi è al timone è anche dalla parte dei terroristi

Così gli ebrei se ne andranno dall’Europa

Il grande archivio di Israele

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