Rassegna stampa del 20 gennaio 2026

La rassegna di oggi ruota attorno al dibattito sul cosiddetto Board of Peace per Gaza e, più in generale, al ruolo delle organizzazioni internazionali nel conflitto israelo-palestinese.

Molte testate raccontano l’iniziativa come una soluzione tecnica o diplomatica, ma faticano a chiarire quali siano le reali condizioni politiche e di sicurezza, a partire dal ruolo di Hamas.

Parallelamente, emergono notizie su antisemitismo, radicalizzazione e finanziamenti al terrorismo in Europa, spesso trattate come episodi scollegati dal contesto mediorientale.

In questo quadro, la differenza tra informazione, commento e militanza ideologica resta netta: pochi articoli affrontano il nodo della responsabilità e della sicurezza israeliana, mentre altri continuano a rovesciare cause ed effetti, trasformando Israele nel principale imputato di ogni crisi regionale.

A Gaza uno schiaffo all`Onu Ma Israele avrà mani libere

Il commento più netto della giornata. Nirenstein spiega perché la crisi dell’Onu a Gaza non sia un incidente, ma il risultato di anni di ambiguità e di convivenze pericolose con Hamas. L’articolo mette al centro il tema della sicurezza israeliana e chiarisce perché Israele non possa delegare a organismi internazionali delegittimati la gestione della Striscia. Un’analisi polemica ma argomentata, che rompe il racconto autoassolutorio dell’umanitarismo internazionale.

Gaza, nel board per la pace gli Usa invitano Putin. Veto di Israele a Turchia e Qatar

Un articolo informativo e ben strutturato che ricostruisce la composizione del Board e le tensioni diplomatiche che lo circondano. Tuttavia, il pezzo resta ancorato alla dimensione negoziale e istituzionale, lasciando sullo sfondo il nodo centrale: il ruolo di Hamas e le garanzie di sicurezza per Israele. Incompleto nella lettura politica.

Il caso Hannoun fa crac: liberati tre palestinesi

L’articolo più problematico della rassegna. La vicenda giudiziaria viene raccontata come un errore sistemico israeliano, senza dare conto delle motivazioni investigative, del contesto di sicurezza e delle connessioni con il terrorismo. Israele appare come unico soggetto sotto accusa, mentre il quadro complessivo viene semplificato in chiave politica e accusatoria. Fonti limitate e assenza di contraddittorio.

Il predicatore islamico all`università arringa contro le indagini sul terrorismo

Il referente milanese che parlava dei soldi a Hezbollah

Albanese e Salis, due facce della stessa medaglia In silenzio sull`Iran: sono allergiche all’Occidente

Il Board of Peace ha un obiettivo: disarmare e smantellare Hamas

Antisemitismo, prove di pace Pd-Delrio

Perche sono piene le piazze propal e vuote quelle contro imullah? Perché i primi hanno pubblicizzato meglio la loro sofferenza

Hannoun resta in carcere. Scontro sul report d’Israele. L’accusa: valide le carte

L’invito a Putin e Lukashenko e i «no» di Netanyahu e Macron. I dubbi sul «Consiglio» per Gaza

Il grande archivio di Israele

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