Rassegna stampa del 23 gennaio 2026

La rassegna di oggi è dominata dal dibattito sul Board of Peace targato Donald Trump per il futuro di Gaza e dalle sue implicazioni politiche, economiche e di sicurezza.

Accanto al dossier mediorientale, emergono con forza i temi dell’antisemitismo in Europa, delle ambiguità della sinistra italiana e dell’uso politico della memoria della Shoah.

Il quadro che ne esce è quello di una discussione spesso sbilanciata: molta attenzione agli aspetti umanitari e diplomatici, meno chiarezza sulle responsabilità politiche e sul ruolo di Hamas.

«La Shoah e Gaza» Ecco la Memoria usata come trappola contro gli ebrei

Un commento solido e centrato che smonta l’uso strumentale della Shoah nel dibattito su Gaza. Giannoni mostra come la memoria venga piegata a fini politici, trasformandosi in un’arma contro Israele e contro gli ebrei stessi. Il pezzo ha il merito di chiarire un nodo spesso rimosso: la differenza tra memoria storica e propaganda ideologica. Netto, argomentato.

Dall’Arabia Saudita alla Turchia. Ecco il Board di Trump per Gaza

Articolo informativo e ben costruito che ricostruisce la mappa degli attori coinvolti nel progetto americano per Gaza. Il limite sta nello sguardo prevalentemente diplomatico: il ruolo di Hamas e le garanzie di sicurezza per Israele restano sullo sfondo. Utile per capire il contesto, ma prudente fino a risultare incompleto sul piano politico.

«Muro di ferro» a Hebron : coprifuoco e arresti

Il pezzo adotta una chiave di lettura unilaterale, concentrata esclusivamente sulle misure israeliane senza fornire un adeguato contesto di sicurezza. Israele è rappresentato come unico responsabile, mentre il quadro della violenza e delle minacce sul terreno viene semplificato e politicizzato. Una narrazione militante che confonde informazione e attivismo.

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Un piano da 30 miliardi di dollari (con i grattacieli nelle slide). «Ma prima va disarmata Hamas»

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