Rassegna stampa del 25 gennaio 2026
La rassegna di oggi si muove tra il Giorno della Memoria e il conflitto mediorientale, mostrando quanto i due piani siano ormai intrecciati nel dibattito pubblico europeo.
Accanto alle iniziative diplomatiche sul futuro di Gaza e al coinvolgimento di attori internazionali, emergono con forza episodi di antisemitismo, ambiguità politiche e narrazioni che tendono a separare la crisi attuale dal contesto storico e dalla minaccia rappresentata da Hamas.
Molti articoli insistono sull’emergenza o sulla dimensione simbolica, meno sul tema della sicurezza e delle responsabilità politiche. È qui che passa la linea di confine tra informazione e rimozione.
La storia svanita. La Shoah è fra noi e giorno per giorno elimina gli ebrei
Il pezzo più forte e politicamente consapevole della giornata. Nirenstein lega memoria e presente senza retorica, mostrando come l’antisemitismo non sia un residuo del passato ma un fenomeno che riemerge nel linguaggio pubblico, nelle piazze e nella delegittimazione di Israele. L’articolo rompe la narrazione autoassolutoria europea e riporta la Shoah fuori dal rituale, dentro l’attualità politica. Analisi netta, storica e culturale.
Gli Usa chiedono altri carabinieri per addestrare la polizia palestinese
Pezzo informativo ben costruito sul coinvolgimento italiano nel quadro di sicurezza palestinese. La ricostruzione è chiara e non ideologica, ma resta ancorata alla dimensione tecnico-operativa senza affrontare fino in fondo il contesto politico: chi governa davvero Gaza e quali garanzie esistano contro il riemergere di strutture legate a Hamas. Utile, ma parziale nella lettura strategica.
La «nuova Rafah»: un campo di rieducazione per palestinesi
L’articolo adotta una chiave fortemente accusatoria e unilaterale, presentando le misure israeliane come pratica repressiva, senza contesto di sicurezza né riferimento alle dinamiche militari e al ruolo delle organizzazioni armate palestinesi. Israele diventa l’unico soggetto attivo, mentre il conflitto viene ridotto a schema coloniale e punitivo. Narrazione militante, non analitica.