Rassegna stampa del 8 marzo 2026
La rassegna stampa di oggi è dominata dall’escalation tra Israele e Iran. I giornali raccontano il doppio registro di Teheran, che alterna segnali di apertura a nuove minacce, mentre sul piano militare Israele colpisce obiettivi strategici iraniani.
In parallelo emergono tensioni regionali e le possibili conseguenze economiche del conflitto. Accanto alla cronaca geopolitica, non mancano letture politiche ed editoriali che interpretano la solidità dell’asse tra Washington e Tel Aviv e il momento di difficoltà del regime degli ayatollah.
Resa totale di Teheran e nucleare azzerato: Washington-Tel Aviv, intesa mai così salda
Nel suo commento, Nirenstein sottolinea come la saldatura tra Stati Uniti e Israele non sia mai stata così forte e rappresenti il vero fattore di pressione sul regime iraniano. L’analisi mette in luce il contesto strategico più ampio e il possibile ridimensionamento delle ambizioni nucleari di Teheran. Una lettura chiara e geopoliticamente solida del momento.
Intervista a Yair Lapid: “I mullah vogliono distruggerci, giusto attaccarli”
L’intervista a Lapid restituisce bene la percezione israeliana della minaccia iraniana. Tuttavia l’impostazione resta fortemente centrata sul confronto politico e meno sull’analisi strategica complessiva del conflitto.
Due bambini ammazzati a Gaza, i raid di «tregua» continuano. E i valichi restano chiusi
Nel racconto delle operazioni a Gaza, il quotidiano adotta un linguaggio fortemente accusatorio nei confronti di Israele e privilegia una narrazione unilaterale del conflitto, senza offrire adeguato contesto sulle dinamiche militari e politiche in corso.