Saar: il riconoscimento da parte della Colombia della sovranità israeliana sulle alture del Golan è “storico”
11 Agosto 2026 alle 09:09

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha accolto lunedì con favore l’annuncio della Colombia di riconoscere la sovranità di Israele sulle alture del Golan, definendolo una «decisione storica».
Il capo della diplomazia israeliana ha dichiarato in una nota che la decisione è arrivata dopo il suo incontro, avvenuto la scorsa settimana, con il presidente colombiano neoeletto, Abelardo de la Espriella. Sa’ar si era recato nel Paese latinoamericano per partecipare alla cerimonia di insediamento presidenziale.
«Continuerò a lavorare affinché altri Paesi si uniscano agli Stati Uniti, sotto il presidente [statunitense Donald] Trump, e alla Colombia, sotto il presidente de la Espriella, nel riconoscere la sovranità israeliana sulle alture del Golan, dove la legge israeliana è stata applicata 45 anni fa», ha dichiarato Sa’ar.
Bogotà ha affermato in una nota ufficiale: «Alla luce della persistente instabilità regionale in Medio Oriente e considerando l’importanza strategica delle alture del Golan per la sicurezza di Israele, il governo della Colombia riconosce la sovranità di Israele su questo territorio, nonché il diritto dello Stato a difendersi dalle minacce esterne».
Ha aggiunto: «Per decenni, Israele ha dovuto affrontare persistenti ed esistenziali sfide alla sicurezza lungo tutti i suoi confini. Queste minacce si sono intensificate significativamente negli ultimi anni, culminando nel terribile attacco terroristico del 7 ottobre [2023], che ha dimostrato sia la gravità sia la natura mutevole dei pericoli che il popolo israeliano deve affrontare. In questo contesto di sicurezza regionale, la Colombia riconosce che il controllo e la sovranità continuativi di Israele sulle alture del Golan costituiscono una componente essenziale della sua sicurezza nazionale e della sua capacità di difendere i propri cittadini e garantirne la sicurezza».
Secondo il ministero degli Esteri israeliano, la decisione sulle alture del Golan è solo uno di una serie di sviluppi diplomatici tra Israele e Colombia.
I nuovi accordi raggiunti tra Sa’ar e la leadership colombiana prevedono il pieno e immediato ripristino delle relazioni tra i due Paesi; la nomina immediata degli ambasciatori; il trasferimento dell’ambasciata colombiana a Gerusalemme; l’abolizione dell’obbligo di visto tra i due Paesi; un accordo di libero scambio; il ritiro della Colombia dal procedimento avviato dal Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia e dal «Gruppo dell’Aia»; nonché il rafforzamento della cooperazione in ambito diplomatico, della sicurezza e dell’economia.
Nella giornata di lunedì, Sa’ar ha inoltre avuto un colloquio telefonico con il suo omologo colombiano, Omar Bula Escobar, durante il quale ha espresso solidarietà alla Colombia e al suo popolo in seguito al recente terremoto e ha offerto l’assistenza di Israele, ha riferito il ministero.
Queste iniziative rappresentano un netto cambio di rotta rispetto alle politiche dell’ex presidente Gustavo Petro, sconfitto alle elezioni, che aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Israele durante la guerra contro Hamas a Gaza e aveva ripetutamente criticato il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu.
La Colombia era stata a lungo considerata uno dei partner più stretti di Israele in America Latina, mantenendo un’ampia cooperazione nei settori del commercio, dell’agricoltura e della sicurezza prima che le relazioni si deteriorassero sotto la presidenza Petro.
L’elezione di de la Espriella segnala un ritorno a quella partnership. Durante la campagna elettorale, aveva promesso di ristabilire i rapporti con Israele e di trasferire l’ambasciata colombiana a Gerusalemme.
Il riavvicinamento tra Israele e Colombia fa parte di una più ampia iniziativa israeliana volta a rafforzare i rapporti con l’America Latina.
Nell’ambito di questo sforzo, il ministero degli Esteri israeliano ha designato il 2026 come «Anno dell’America Latina», stabilendo come obiettivo strategico l’espansione dell’impegno di Israele nella regione.