Un opinionista televisivo algerino accusa la ‘lobby ebraica’ di proteggere Messi
21 Giugno 2026 alle 21:22

L’ondata di polemiche per la sconfitta dell’Algeria per 3-0 contro l’Argentina nella partita d’esordio dei Mondiali continua a far discutere in tutto il Paese e ha ormai costretto a intervenire anche l’Autorità Nazionale Indipendente per la Regolamentazione dei Media Audiovisivi.
Il giornalista algerino Mustapha al-Maazouzi, una delle figure mediatiche più popolari del Paese, è apparso incapace di accettare la tripletta di Lionel Messi contro la sua nazionale e ha dichiarato:
«Messi è protetto dalla lobby ebraica. Questa lobby controlla il mondo. Lo gestisce come vuole, come se fosse una mafia. Gianni Infantino non vuole che le cose vadano bene per noi».
Al-Maazouzi ha proseguito in diretta televisiva:
«Siamo un Paese con dignità. Siamo un Paese chiamato Algeria. Abbiamo posizioni politiche riguardo al Sahara Occidentale e alla questione palestinese, ed è per questo che non vogliono che le cose vadano bene per noi. Se avessimo la capacità di vincere la Coppa del Mondo, troverebbero un modo per impedirci di farlo».
A seguito di queste e di altre dichiarazioni di al-Maazouzi, l’Autorità Nazionale Indipendente per la Regolamentazione dei Media Audiovisivi ha diffuso un comunicato ufficiale:
«Abbiamo seguito diversi programmi sportivi e analisi trasmessi in televisione che hanno trattato la partita tra Algeria e Argentina nell’ambito dei Mondiali del 2026. Durante le trasmissioni sono state pronunciate affermazioni che hanno oltrepassato i limiti dell’analisi sportiva professionale, scadendo in accuse, diffamazioni e dichiarazioni provocatorie e offensive. Sottolineiamo che questioni di questo tipo devono essere discusse all’interno di un quadro analitico professionale, equilibrato e rispettoso, preservando la dignità delle persone e delle istituzioni ed evitando accuse infondate o discorsi incendiari».
Nel comunicato, l’autorità ha invitato tutte le emittenti del Paese a rispettare le regole di professionalità e responsabilità, nonché le disposizioni legali ed etiche vigenti. Ha inoltre precisato che continuerà a monitorare i contenuti trasmessi e che, qualora episodi simili dovessero ripetersi, potrebbe adottare provvedimenti nei confronti dei responsabili.